Consigli per gli acquisti dalla logopedista!

logopedista

Oggi prendo spunto dal blog della mia amica e collega Claudia De Santis.

Chi mi segue l’avrà già conosciuta perchè mi ero rivolto a lei per cercare di fare chiarezza per quanto riguarda la dislessia (qui trovate l’articolo che scrissi con la sua collaborazione).

I consigli della logopedista

Ma perchè proprio dei consigli per gli acquisti?

Nel suo blog, Claudia ha pubblicato una recensione che riguarda un gioco molto bello e stimolante: “Passa la Bomba”

Qui trovate la sua recensione…

Per stimolare la vostra curiosità, ecco cosa ne pensa Claudia di “Passa la Bomba”

“Questo gioco lo uso moltissimo con i bambini che hanno difficoltà di linguaggio al fine di stimolare la produzione verbale, migliorare l’accesso al lessico, ampliare il vocabolario. Si favorisce inoltre l’alternanza del turno, il mantenimento di uno schema di gioco attraverso l’uso delle istruzioni lette all’inizio del gioco.

Oltre che con i bambini piccoli uso questo gioco in terapia anche con i pazienti adulti con afasia motoria, demenze frontotemporali, malattia di Parkinson con difficoltà delle funzioni esecutive.

Un’ulteriore variante è quella di chiedere al bambino alla fine del gioco di rievocare le parole che ha detto per allenare anche la memoria!”

 

Non perdte altro tempo! Andatevi a leggere il suo articolo e poi comprate subito “Passa la Bomba”!

Dislessia.

Oggi inizio con una parola che è pesante come un macigno.

Però vorrei provare ad alleggerirla, a renderla più chiara, a togliere di mezzo credenze e leggende metropolitane.

Per questo articolo, ho chiesto aiuto a Claudia de Santis, una amica logopedista che si occupa di dislessia e di altri disturbi legati all’apprendimento ed al linguaggio.

Qui trovate il suo sito ed i suoi contatti.

Parlando con Claudia, le ho proposto un esempio alla Scrocknroll per capire la dislessia.

Soprattutto per capire perchè viene, se è una cosa congenita, se e quanto ha importanza l’ambiente che circonda il bambino.

PREMESSA FONDAMENTALE:

i miei esempi sono sempre molto “basic” proprio per rendere chiare le cose a tutti! È ovvio che talvolta possono essere poco precisi..ok?

E l’esempio che le ho proposto è quello dei capelli.

Nel mio caso, i capelli sono un lontano ricordo che risale ai tempi del liceo.

I capelli: una parte del nostro corpo decisamente individuale ed unica. Ognuno ha il proprio colore, la propria forma, la propria attaccatura sulla fronte e sulla nuca.

Poniamo il caso che il nostro colore ci faccia schifo. Proprio non ci riusciamo a vederci con quei ricci marroncini e indomabili.

Ci svegliamo la mattina somigliando sempre alla Signorina Silvani…

https://mariaemmajr.files.wordpress.com/2014/06/1402680810.jpg?w=700

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Che fare?

Si va dal parrucchiere. Si stirano i ricci. Si fa una bella tinta. E via! I ricci che tormentavano le nostre mattine sono stati sostituiti da dei bellissimi capelli color oro!

Però il riccio marroncino è sempre in agguato. Dopo qualche settimana, il colore tornerà a fare capolino e i capelli tenderanno ad arricciarsi di nuovo.

E quindi, torneremo dal parrucchiere un’altra volta.

Paragoniamo la dislessia ai nostri capelli.

Con la dislessia ci si nasce. Sta lì. Dobbiamo imparare a conosceral e a conviverci.

Possiamo imparare metodi per aggirarla. Possiamo usare ausili per contrastrarla. Ma sarà sempre lì. Come i nostri indomabili ricci marroncini.

Così come per i ricci, però, anche per la dislessia sono NECESSARI alcuni passaggi FON-DA-MEN-TA-LI.

– rivolgerci ad un neuropsichiatra dell’età evolutiva che possa fare una diagnosi adeguata e tempestiva

– rivolgerci a professionisti della logoterapia e della neuropsicomotricità che possano aiutarci a gestire la dislessia

Per chi fosse incuriosito dall’argomento, vi metto qui il link alla breve intervista che ho fatto a Claudia de Santis, pubblicata su www.renzospanu.it