Archive for Uncategorized

Chiara Nasti e il peso in gravidanza

La notizia è di qualche giorno fa: l’influencer Chiara Nasti ha postato su Instagram una sua foto in bikini nella quale si vanta di aver preso solo 100gr nei primi 5 mesi di gravidanza.

Evitiamo di parlare del modo nel quale ha definito le donne che prendono chili in più in gravidanza e rimaniamo sul registro di Scrocknroll.

Quanti chili pesa una gravidanza?

Il titolo è un poco sgrammaticato ma serve a rendere l’idea.

Usi e costumi dicevano che la donna in gravidanza deve mangiare per due…con il risultato che spesso, in passato, si concludevano le gravidanze con 15/20kg in più.

Oggi la regola più classica è quella di un chilo per ogni mese di gravidanza

Facciamo due conti

Allora…facciamo una addizione semplice semplice.

  • a fine gravidanza, un bambino pesa tra i 2,5kg ed i 3,5kg
  • la placenta pesa circa 700gr
  • il liquido amniotico può arrivare a 1kg/1,5kg

Solo contando questi pesi, arriviamo ad almeno 6kg.

Sommiamoci tutta una serie di aumenti anatomici e fisiologici del corpo della madre (ricordete l’articolo nel quale vi parlavo delle modificazioni dell’addome femminile in gravidanza?) e arriviamo a 8kg.

chiara nasti
notate le dimensioni dell’utero?!?

Quindi, all’incirca, 800/900gr al mese. Grammo più grammo meno.

Chi ha ragione?

Alla luce di questi numeri, l’idea che Chiara Nasti, nei primi 5 mesi di gravidanza, abbia preso solo 100gr in più è preoccupante.

Se anche ci si tiene in riga e si prendono “solo” 500gr al mese, dovrebbe avere almeno 2,5kg in più.

Le variazioni di peso estreme in gravidanza (ma anche in qualunque altra fase della vita della donna) sono più o meno patologiche. Non sono normali 20kg in più in gravidanza ma non sono normali nemmeno 20kg in meno in pochi mesi per diete “miracolose”.

Forse Chiara Nasti dovrebbe mangiare un piatto di pasta in più

Forse la verità di questo “vanto” nell’essere magra risiede nella tossicità di una cultura secondo la quale i chili in più o la forma fisica non perfetta sono da biasimare pesantemente.

Diciamo la verità: Chiara Nasti sta a dieta forse perchè gli sponsor la vogliono così.

La ginnastica posturale non esiste.

Sembra una frase ad effetto, ma questo articolo è una riflessione su una coppia di parole che ormai viene usata troppo spesso a sproposito.

La ginnastica posturale: questa sconosciuta

Se domandate ad un passante cosa sia la ginnastica posturale, otterrete innumerevoli risposte.

Al giorno d’oggi, la si pratica ovunque, è “insegnata” da chiunque e piace a tutti.

Con “ginnastica posturale” si intende:

  • la ginnastica dolce
  • le tecniche di rilassamento
  • la rieducazione posturale
  • la fisioterapia per pz non troppo problematici
  • gli esercizi da fare a casa…

Tutto questo caos genera fondamentalmente gravi errori

La ginnastica posturale: un ossimoro

L’ossimoro è una “figura retorica che consiste nell’unione sintattica di due termini contraddittori, in modo tale che si riferiscano a una medesima entità”

Infatti, “ginnastica” si riferisce a “tutte le attività che tendono, mediante una serie ordinata di esercizi, a sviluppare l’apparato muscolare e dare robustezza e agilità al corpo umano”

“Posturale”, invece, si riferisce all’”atteggiamento abituale di un individuo determinato dalla contrazione di gruppi di muscoli scheletrici che si oppongono alla gravità”.

Quindi, semplificando molto, c’è una leggera contraddizione tra movimento e postura.

Rieducazione posturale: ecco la chiave di tutto

E quindi introduciamo la persona che per prima elaborò un metodo per la correzione della postura: Francoise Mezieres.

posturale
Francoise Mezieres

L’avevamo già incontrata qui su Scrocknroll, parlando della posizione della scimmia e della sua utilità per il benessere delle anche e della schiena.

In realtà oggi citiamo il suo primo libro nel quale teorizzò, appunto, “La ginnastica statica”.

Ecco perchè, chi si occupa davvero di postura, utilizza il termine di “riducazione posturale globale” (termine nato negli anni 80 e coniato da Philippe Souchard, allievo di Francoise Mezieres e innovatore del metodo)

posturale
Philippe Souchard, padre della rieducazione posturale globale

La ginnastica posturale la “insegna” chiunque

Ci sono praticoni che la fanno nelle palestre, persone che hanno fatto due anni di yoga che la insegnano nei centri anziani. Addirittura persone che la “insegnano” in campetti all’aperto per unire agli esercizi il beneficio dei raggi solari.

Ma chi è qualificato per insegnare ginnastica posturale?

Se intendiamo “una tecnica ed una serie di esercizi volti a ripristinare una corretta postura ed un armonico movimento corporeo”, allora ci sono SOLO DUE figure professionalmente preparate: i fisioterapisti e i chinesiologi (cliccate sul link per sapere chi sono i chinesiologi!)

Questo perchè, come abbiamo spiegato in altri articoli, il fisioterapista si occupa del recupero della mobilità dopo un evento traumatico (e non solo) e il chinesiologo si occupa del ritorno all’attività sportiva (che sia amatoriale, semiprofessionistica o professionistica) dopo il lavoro di normalizzazione di un evento traumatico del fisioterapista

La ginnastica posturale non serve se poi non ti comporti bene!

Sembra una minaccia ma è la verità: tutto ciò che si fa durante una seduta di rieducazione posturale ha senso solo se poi lo si applica nella vita quotidiana.

Correggere le tensioni muscolari e lavorare sull’elasticità del diaframma ha poco senso se poi passiamo la giornata tutti storti sulla scrivania.

Associamo la rieducazione posturale alla vera e propra ginnastica: sarebbe come allenarsi tre volte a settimana per una gara di salto e poi passare i restanti giorni seduti sul divano.

Massaggi e manipolazioni

ovvero: semplificare talvolta nuoce alla professione.

I social: gioie e dolori

I social sono stati una vera rivoluzione. Anche per noi fisioterapisti ed osteopati.

Ci hanno dato una visibilità elevata ed hanno permesso a molti di noi di ampliare la clientela.

Però, come tutte le cose belle, c’è un rovescio della medaglia

“ma allora fai i massaggi?”

La classica domanda che si fa ai fisioterapisti è questa:”Ma allora fai i massaggi?”.

No. Il fisioterapista fa ANCHE i massaggi ma soprattutto si occupa di riabilitazione.

Eppure centinaia di colleghi hanno scelto di sponsorizzare la loro attività basando la campagna pubblicitaria sui massaggi.

Non parliamo del cinema o delle serie tv dove il fisioterapista fa solo tre cose:

  • fa i massaggi
  • muove le gambe del paziente (sempre e solo le gambe, mai le braccia)
  • fa camminare il paziente tra le parallele o con il deambulatore

Punto. Non fa altro.

È ovvio che se la narrazione diventa “fisioterapia=massaggi” chiunque si sentirà in diritto di chiedere:”Ma che fai i massaggi?”

(Qui trovate il link ad un altro mio articolo che parla più approfonditamente del massaggio)

E le manipolazioni?

Se i massaggi sono la croce dei fisioterapisti, gli osteopati sono ossessionati da due richieste:

  • mi fai lo scrocchio?
  • non farmi lo scrocchio!

la temutissima manipolazione cervicale che infiniti lutti addusse agli Achei

Anche qui, per anni l’osteopatia è stata associata alla manipolazione vertebrale comprensiva di scrocchio rumoroso.

Eppure l’osteopatia è composta da tantissimi approcci tutti differenti e tutti ugualmente utili: il trattamento delle zone viscerali, le mobilizzazioni del Trattamento Generale Osteopatico, il trattamento della fascia e del connettivo…

Cionostante, film, tv e post incauti su Facebook e Instagram fanno vedere sempre il classico scrocchio cervicale (che, erroneamente, è stato demonizzato da Andrea Vianello come causa del suo problema vasculocerebrale. Se volete una spiegazione puntuale su cosa sia la manipolazione e sul caso di Andrea Vianello leggete questo articolo di Dario Vitale)

Massaggi e manipolazioni: ma allora le fate si o no?

I massaggi e le manipolazioni sono ALCUNE delle tecniche che vengono adottate dai fisioterapisti e dagli osteopati.

Anzi, per esperienza personale e per formazione (grazie all’EOP di Alain Bernard e Dario Vitale), posso affermare con certezza che si risolvono più problemi e sintomatologie con un buon trattamento posturale o con una buona mobilizzazione di un segmento piuttosto che con uno scrocchio/manipolazione o con un massaggio.

Quindi chiedete pure il massaggio e la manipolazione ma affidatevi al consiglio del vostro specialista!

Giochiamo al dottore?

L’ultima volta che ho scritto qui era ottobre 2021.

Ora ritorno con un nuovo articolo alla Scrocknroll che è una via di mezzo tra il debunking (ovvero rivelatore di bufale) e una specie di divulgatore.

Oggi voglio affrontare un argomento che mi sta a cuore da anni.

Perché moltissimi miei colleghi si definiscono “dottori”? Forse sbagliano?

no, perché in realtà possono tranquillamente.

Infatti il D.M. 270/2004 del settembre 2004 ha sancito le differenti qualifiche di “dottore”

Il titolo, per esempio, spetta a chiunque abbia “conseguito la laurea in un corso di studio universitario di primo ciclo (con durata triennale) o il diploma universitario in un corso della stessa durata”.

Quindi, l’infermiere, il fisioterapista, il tecnico di laboratorio, il tecnico di radiologia, il podologo…Insomma chiunque abbia conseguito una laurea triennale può usare il titolo di dottore.

Ma come mai che da qualche anno a questa parte siamo diventati tutti dottori?

Un malinteso…voluto?

Tutto risiede nel tentativo, più o meno velato, di generare il malinteso tra “dottore” e “medico”.

Da sempre questa parola (non seguita dalla specificazione del tipo di laurea) è ricondotta direttamente al medico chirurgo.

Il laureato in archeologia è l’archeologo

Il laureato in ingegneria è l’ingegnere

Il laureato in medicina e chirurgia (che abbia anche superato l’esame di abilitazione) è il medico. Ma, più brevemente, il dottore.

L’uso quotidiano rafforza il malinteso

“vai dal dottore?”

“domani porto le analisi al dottore”

“devo prenotare il controllo dal dottore”

Ed ecco che avviene la magia. Dottore=medico…quindi fisioterapista=dottore=quasi medico

Certo, alcuni potranno obiettare che si usa “dottore” per evitare quella parola un po’ desueta e che sembra dispregiativa. Ovvero, il paramedico.

Ma , parliamoci chiaramente, non è che definirsi “diversamente” ci rende immuni dallo sminuimento.

Ho esperienza personale di medici chirurghi specializzati che, per il semplice fatto di essere più giovani del primario, non sono presi i considerazione dal paziente perché sono “dottorini”

dottore
il più famoso “dottorino” del cinema italiano: Filippo Cirò intepreta il “dottore” in “Un Sacco Bello”

Forse una maggiore onestà gioverebbe a noi professionisti sanitari con una laurea triennale.

Professionista onesto, bravo, puntuale e che costa poco.

Quella che ho messo nel titolo sembra una richiesta assurda ma non è così.

Il fisioterapista dei sogni

Da qualche mese seguo un gruppo Facebook del mio quartiere. E, sempre più spesso, le richieste sono di questo genere:

per caso conoscete un idraulico/muratore/fisioterapista/caldaista/meccanico bravo, onesto e che non faccia spendere troppo?

E le risposte piovono a decine con nomi e numeri di professionisti bravissimi, precisissimi e con prezzi bassissimi.

E io mi domando come sia possibile coniugare bravura, professionalità e onorari eccessivamente bassi.

Il fisioterapista a prezzo calmierato…

Proprio per questo motivo, pensando di essere eccessivamente caro, ho fatto una ricerca su Google cercando i prezzi dei trattamenti riabilitativi a domicilio.

Ed è uscito fuori che i miei onorari sono più bassi della media della città di Roma!

Ma allora sbaglio io o sbagliano loro?

Ok! Il prezzo è bass…giusto!

Ma allora perchè si continua a chiedere il prezzo basso ma anche l’estrema professionalità?

Perchè stiamo parlando di una coperta corta: è ovvio che un professionista alle prime armi o che non ha fatto aggiornamenti può permettersi di chiedere un onorario basso (e ammazzare il mercato).

Allo stesso momento, però, se il professionista lavora da 10/20 anni e ha capacità sviluppate in questi anni è giusto e sacrosanto che chieda un prezzo adeguato.

Qualità vs quantità

Quello che sto facendo oggi è un discorso che possiamo riportare anche alla semplice spesa quotidiana: perchè la carne in un macellaio costa 10€ e da un altro ne costa 25€? È solo esosità o magari ci sta anche una differenza di qualità?

Se un idraulico chiede 10€ ed un altro ne chiede 25€…è solo ruberia?

Impariamo allora a chiedere se un professionista è in gamba o meno. L’importante, secondo me, è solo quello.