Yoga? No, grazie!

Yoga…una disciplina che fa male?!?!…FERMI! Non cambiate blog!

Ho usato un titolo ad effetto per parlare della gigantesca differenza che esiste tra la pratica dello yoga nelle persone sane e la pratica dello yoga come tecnica riabilitativa.

Yoga? No, grazie!

innanzitutto partiamo dall’inizio e vediamo cos’è lo yoga.

L’enciclopedia Treccani lo definisce come una

Disciplina psico-fisiologica indiana basata su una vasta gamma di tecniche ascetiche

Quindi si tratta di una tecnica meditativa che, come corollario fondamentale, comprende anche tecniche di “condizionamento” del corpo.

(Mi scuso in anticipo se sarò poco preciso per quanto riguarda le definizioni dello yoga, ma il mio interesse in questo articolo è un altro).

Ora, nella cultura di massa, lo si pratica per rinforzare, allungare, elasticizzare i tessuti dell’apparato locomotore.

E bisogna ammettere che funziona molto bene: più di un paziente ha mantenuto una forma fisica più che buona praticando dello yoga

Yoga? No, grazie!

La mia critica è rivolta a tutte quelle persone che, da praticanti o da insegnanti, vogliono far diventare lo yoga un sostituto della riabilitazione o della rieducazione funzionale.

Negli esercizi e nelle posizioni viene stimolato e migliorato l’equilibrio corporeo.

Ma solo una funzione “assopita” può essere stimolata e migliorata.

Se l’equilibrio è deficitario o addirittura assente per motivi patologici o post-traumatici, forse è utile dapprima rieducare l’equilibrio.

Poi, quando la persona avrà un equilibrio accettabile, si potrà pensare ad un miglioramento attraverso questa disciplina.

Scrocknroll…spiegaci tu!

Un esempio alla Scrocknroll?

Eccolo!

Immaginiamo un bel mobile d’epoca:

yoga

Lo abbiamo comprato in un mercatino: è un po’ rovinato, scrostato, ha qualche buchetto fatto dai tarli…

Quale sarà il primo intervento per renderlo bello e funzionale?

Passare una vernice colorata e montare delle maniglie vintage oppure occuparci di eliminare i tarli, turare i buchi, stuccare e carteggiare?

Ovviamente la seconda opzione!

Allo stesso modo, se l’equilibrio o la forza muscolare o la coordinazione motoria si sono perse in seguito ad un incidente, ad un ictus o ad un intervento chirurgico, lo yoga potrà servire solo DOPO che il fisioterapista avrà ripristinato (o perlomeno rimesso in funzione in modo sufficentemente valido) le funzioni di base.

Yoga? No, grazie!

Praticare con un ginocchio operato da poche settimane o con una cicatrice recente sull’addome o con delle vertigini non è la cosa più utile.

Anzi: in questo caso diventa rischioso e, secondo me, anche frustrante.

Rendersi conto che non si riesce a mantenere una posizione in mezzo a 10/15 persone che la mantengono agevolmente non credo sia il massimo!