Un bel gesto

Oggi prendo spunto da un interessante articolo di Dario Vitale, pubblicato su sito della scuola di osteopatia EOP.

Il titolo è “l’importanza di un bel gesto”.

Dario spiega in modo semplice (e con due immagini molto evocative: un arciere giapponese ed una coppia che balla il tango) l’importanza di un “bel muoversi”.

Seguendo il suo esempio, vorrei anche io portare un esempio quanto un bel gesto sia armonioso, elegante e soprattutto “economico”.

“Economico” nell’accezione comune significa non spendere inutilmente.

In osteopatia “economico” indica la miglior resa alla minima spesa.

E l’esempio che mi viene in mente, ovviamente gastronomico e semplice da capire, è quello dei tortellini fatti a mano.

Reduce da una domenica pomeriggio social in cui abbiamo fatto tortellini a mano (guidati dai sapienti consigli di Natalia Cattelani), ho capito meglio l’articolo di Dario Vitale.

I primi tortellini sono stati disastrosi: ero lento nel fare la dimensione giusta del ripieno. Lento nel chiudere e drammaticamente inetto nel dare la forma giusta!

Poi, dopo un po’, il gesto è diventato più semplice. E, di conseguenza, un gesto bello ed economico!

Nello specifico, il bel gesto di domenica pomeriggio si è concretizzato in 4 vassoi di tortellini!

Tornando in un ambito più “osteopatico”, il bel gesto descritto da Dario è parte integrante di una serie di “piccoli gesti”: stare in piedi, camminare, respirare.

Se impariamo a camminare, respirare, stare in piedi in modo bello ed economico, anche i gesti più complessi diventeranno belli ed economici!

Troppo spesso, se non manteniamo correttamente la nostra postura in piedi o seduti il risultato è un dispendio energetico e posturale eccessivo. La struttura fasciale (muscoli, legamenti, tendini e più in generale, il tessuto connettivo) soffre e comincia a delegare il mantenimento della postura ad articolazioni ed ossa. Per esempio, quando stiamo seduti davanti al computer, assumiamo una posizione che ci sembra comoda e rilassante. In realtà, la posizione tipica di chi sta seduto è falsamente comoda. Nel tempo, in questa posizione, i muscoli ed i legamenti perderanno di elasticità e inizieranno processi di ispessimento ed irrigidimento. Il circolo vizioso si chiude quando, dopo numerosi e ripetuti stimoli sbagliati, il tessuto connettivo comincia a trasformarsi in tessuto troppo rigido (ad esempio le spine calcaneari) e quindi il processo diviene quasi irreversibile. Ho detto “quasi irreversibile” perchè, salvo casi estremi, c’è sempre modo di rimettere in un sistema economico il nostro corpo!

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Questa “economia” il nostro corpo la impara con l’osteopatia, che ha come unico scopo il risolvere problemi di riduzione/assenza di movimento del nostro corpo, e con la rieducazione posturale, che rimette in una giusta tensione lo scheletro fasciale.

Chissà, forse l’anno prossimo, con un bel gesto, riuscirò a produrre più tortellini!

 

la foto della postura da seduti è tratta dal sito http://www.schienainsalute.it/

 

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