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Dyson Fluffy: un’esperienza social

In un precedente articolo vi avevo parlato di YourBrandCamp e di come il loro modo di raccontare e condividere un parere o una esperienza personale sia fondamentale e diverso!

Un’esperienza di dialogo e condivisione social nella quale il rapporto tra persone è fondamentale.

Adesso è possibile richiedere un buono sconto per prodotti dyson attraverso questo link

 

Approfittatene per scoprire anche voi le capacità dei prodotti Dyson e la vera ergonomia!

 

Ergonomia

Ergonomia!

Ci risiamo! Tornano su Scrocknroll le parole derivate dal greco (era già successo con “kalokagathia” in questo articolo).

Questa volta, la parola nasce alla fine del 1800 e a crearla è uno scienziato ed inventore polacco: Wojciech Jastrzębowski.

Ma cosa significa “ergonomia”

Deriva dall’unione di due parole: érgon (lavoro) e nòmos (regola).

Quindi potremmo dire, in parole povere e senza sforzarci troppo, che è una regolamentazione del lavoro….

In realtà non è così semplice e lineare.

Per questo motivo ho scelto di utilizzare la definizione della International Ergonomics Association (http://iea.cc/whats/index.html).

L’ergonomia viene definita come

“la disciplina scientifica che riguarda lo studio delle interazioni tra esseri umani e altri elementi di un sistema

e la professione che applica teorie, principi, informazioni e metodi per ottimizzare il benessere umano e la performance di tutto il sistema.

L’ergonomia aiuta ad armonizzare tutto ciò che interagisce con le persone in base alle necessità, alle abilità e alle limitazioni.”

Quindi, alla luce di queste due definizioni, l’ergonomia è una scienza molto utile e che, ormai sempre più frequentemente, arriva all’attenzione di chi si occupa di osteopatia e rieducazione posturale.

Nell’immaginario collettivo, ergonomico spesso è sinonimo di trendy, moderno. Niente di più sbagliato!

Un accessorio ergonomico non è più “fico” (passatemi questo linguaggio da giovane!) di un altro. È un accessorio che meglio si adatta all’utilizzatore.

Può essere ergonomico il manico di un martello, che migliora la presa e fa sì che si possa lavorare alleggerendo gli sforzi e i traumi al polso e all’avambraccio.

Anche una penna o una matita possono essere ergonomiche (leggete qui) per migliorare l’uso che ne viene fatto.

Ma cosa c’entra l’ergonomia  con l’osteopatia e con la rieducazione posturale?

Il nesso è molto semplice e diretto.

Se nelle nostre attività quotidiane si perdono o si modificano i fattori che dovrebbero consentire una attività ergonomicamente corretta, la postura e il sistema muscoloscheletrico sono i primi a pagarne le conseguenze.

Gli esempi sono moltissimi, ma ne farò solo un paio.

Primo esempio: l’automobile del collega.

ergonomia

Avete mai guidato l’automobile di un’altra persona che magari è più alta o più bassa di voi? Avete mai provato quella sensazione di scomodità non appena vi siete messi al volante?

La prima azione è quella di regolare sedile, volante e specchietti per rendere ergonomica la guida.

Ma, per uno scherzo del destino, l’automobile che vi accingete a guidare non consente queste regolazioni. Quindi dovrete guidare con il sedile vicino al volante, con gli specchietti che puntano in una direzione che non è congrua con la vostra visuale e utilizzando a ginocchia molto flesse i pedali.

Dopo 10/15 minuti la voglia di mollare l’auto e di proseguire a piedi sarà irrefrenabile!

Secondo esempio: la cucina di nonna.

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Vostra nonna vi chiede di aiutarla a cucinare. Peccato che, essendo vostra nonna più bassa di voi, i pensili, il lavello e gli elettrodomestici sono messi più in basso del normale.

Per cui, dovrete lavare e pulire la verdura piegati avanti sul lavello e affettare le cipolle su di un piano di lavoro molto basso.

Questi sono due esempi al limite, ma ci servono per capire meglio perchè l’ergonomia è così importante e perchè sottovalutarla ci porta a rivolgerci a chi si occupa di osteopatia e rieducazione posturale.

Vi faccio rapidamente un esempio più realistico.

La scrivania dell’ufficio spesso non è ergonomica: o è troppo grande ed allora le cose sono sparse e implicano degli spostamenti per raggiungerle o è troppo piccola ed allora si creano pile di oggetti ugualmente difficili da raggiungere.

Su di una scrivania è raro percepire il malessere in pochi minuti come nell’esempio dell’automobile…ma il malessere c’è!

E lo si sentirà dopo qualche mese…o qualche anno!

In questo caso, il ricorso all’osteopatia e alla rieducazione posturale è utile solo se poi ci si applica per migliorare la propria vita e l’interazione con gli oggetti che ci circondano.

A tal proposito, ci sono numerose immagini e tabelle che indicano come dovrebbe essere la postazione di lavoro ideale.

Ma quello che vorrei consigliarvi sono due cose molto importanti.

La prima è quella di cercare di ricreare una situazione ergonomica anche a casa vostra: è inutile infatti avere una postazione pc meravigliosa in ufficio e poi passare due ore tutte le sere con un portatile sulle ginocchia seduti su di un divano!

La seconda è di evitare le posizioni prolungate. Se si fa un lavoro piacevole, il tempo passa velocemente ed è normale stare in una posizione sbagliata anche per due/tre ore!

Allora il consiglio è veramente semplice ed economico: comprare un timer da cucina, impostare la sveglia a 50/60 minuti e, quando suona, alzarsi, fare una piccola passeggiata (che può essere anche andare in cucina a bere un bicchier d’acqua), sgranchirsi e tornare a lavorare.

In questo modo, anche se la postazione di lavoro non è ergonomica, si ridurranno gli stress posturali e si renderà un servizio al proprio sistema muscoloscheletrico!