La sindrome del tunnel carpale

sindrome del tunnel carpale

Ieri Scrocknroll è stato ospite di Radio Capital, nella trasmissione di Silvia Mobili e Betty Senatore. (qui trovate la puntata in podcast)

Dai messaggi degli ascoltatori, sono usciti fuori numerosi argomenti interessanti. Alcuni li abbiamo trattati in trasmissione, altri no. Uno di questi è il tunnel carpale.

Ma andiamo per gradi.

Cosa si intende quando si dice “sindrome del tunnel carpale”?

La sindrome del tunnel carpale è una situazione di “restringimento” di spazi anatomici che avviene per varie cause.

La più frequente è l’infiammazione continua delle guaine dentro le quali scorrono i tendini nel polso.

L’infiammazione prolungata porta gonfiore, edema e, se queste condizioni si prolungano, il primo a soffrire è il nervo mediano.

sindrome del tunnel carpale

Che succede nella sindrome del tunnel carpale? (versione Scrocknroll)

Vi ricordate l’esempio del tubo corrugato per impianti elettrici? Ne avevamo parlato a proposito della sindrome del canale stretto.

La situazione è simile. In questo caso, però, non è il contenitore a rimpicciolirsi, ma è il contenuto che aumenta di dimensioni.

Il primo a soffrire è il nervo mediano. Perchè?

Le strutture del sistema nervoso (sia esso centrale o periferico) sono tra le più delicate. Basta una pressione infinitesimale per creare un disturbo notevole.

Ecco che, l’aumento di dimensioni di una guaina tendinea provoca un restringimento di uno spazio che è compreso tra due ossa (quindi incomprimibili).

Che sintomi porta la sindrome del tunnel carpale?

Nel tempo, compaiono tutti i sintomi tipici di una compressione nervosa: parestesie (scosse), riduzione della forza e riduzione della massa dei muscoli innervati dal nervo in sofferenza.

Che si fa?

Innanzitutto, diciamo che la sindrome del tunnel carpale è una di quelle situazioni in cui la terapia manuale e l’osteopatia funzionano in modo quasi certo (il quasi è sempre d’obbligo dal momento che la medicina non è una scienza esatta).

Lo scopo sarà quello di riportare una elasticità in quella zona, nella speranza che l’ingorgo si riduca e le strutture possano tornare a convivere bene!

Se invece la situazione è ad uno stadio avanzato, allora si ricorre ad una chirurgia locale.

A livello del polso, c’è un legamento. Dobbiamo immaginarlo come un polsino tergisudore, di quelli anni 70.

Con un bisturi particolare, si seziona questo legamento creando spazio e permettendo una libertà alle strutture compresse.

Non abbiamo detto la cosa forse più importante.

Chi sono i soggetti a rischio? Chi sono quelle persone o quelle professioni più soggette alla sindrome del tunnel carpale?

Escludiamo tutte quelle situazioni legate a stati infiammatori cronici (come nell’artrite reumatoide).

Rimangono in maggioranza tutte quelle persone che, per vari motivi, utilizzano il polso con movimenti brevi e continuati nel tempo: chi usa il mouse molto spesso e chi fa lavori manuali di precisione.

Consiglio: come per tutte le cose ci vuole buonsenso. Così come per la salute della schiena si interrompe il lavoro al pc ogni 50 minuti, lo stesso principio può giovare anche per i nostri polsi.

E adesso smetto. Perchè sono stato troppo con il mouse in mano.

 

 

 

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