Il circolo vizioso

 

Non siate maliziosi…
Oggi Scrocknroll vi spiega uno dei principi di trattamento dell’osteopatia: la rottura dei circoli viziosi.

Ma cosa è un circolo vizioso in osteopatia?

Vi ricordate questa filastrocca senza fine?

C’era una volta un re

seduto sul sofà

che disse alla sua serva

“Raccontami una storia”

e la serva incominciò:”C’era una volta

un Re seduto su un sofà…”

 

Questa breve cantilena potrebbe andare avanti per ore. Fin quando non si fa dire una cosa diversa alla serva!

La stessa cosa avviene nel nostro corpo.

Per spiegare meglio questa cosa, utilizzerò gli schemi di Glenard.

Frantz Glenard era un medico francese che studiò la relazione tra la ptosi (discesa) degli organi addominali e la struttura circostante.

Prendiamo come esempio lo schema di Glenard che riguarda una disfunzione del fegato.

Ecco un’immagine che mette in evidenza i rapporti tra fegato, vertebre e gabbia toracica

 

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Un fegato affaticato metterà in difficoltà il diaframma (il fegato è tenuto dal diaframma attraverso dei legamenti molto tenaci). La respirazione sarà eseguita in modo asimmetrico e a livello delle vertebre dorsali si avrà una disfunzione (riduzione della normale mobilità).

Una modificazione dorsale avrà conseguenze sia a monte (zona cervicodorsale) che a valle (dolori dorsali bassi).

L’anello si chiude nel momento in cui l’intero sistema riduce la sua mobilità e continua a mettere in difficoltà il fegato.

Vi è venuto mal di testa?

Non ancora?

Allora arriviamo al punto: l’osteopatia cerca di interrompere questo circolo vizioso agendo su vari livelli, ma soprattutto cercando il motivo iniziale di tutta questa serie di scompensi.

Nel caso del fegato si lavorerà in modo specifico sul fegato, sul diaframma e sulla struttura ossea dorsale (vertebre e coste). In questo modo si ridurrà la causa “primaria” (l’affaticamento del fegato) e si lavoreranno le zone “secondarie”.

È più chiaro il circolo vizioso?

O volete un’altra filastrocca?

A: Dove vai?

B: Al cinema.

A: A vedere cosa? .

B: Quo vadis?

A: E che vuole dire?

A: Dove vai?

B. Al cinema.

 

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