Idee per una sanità migliore

Questa volta non darò consigli pratici, nè spiegherò come funziona la milza o il fegato.

Questa volta, nel mio piccolo, proverò a dare qualche idea, che forse rimarrà inascoltata, a tutti coloro che si occupano di sanità a livello politico ma che, stranamente, raramente interpellano chi nella sanità ci lavora tutti i giorni da anni.

Idee per una sanità migliore

Nel pensare a questo articolo mi sono fatto una domanda:

perchè siamo così attenti ai nostri smartphone ed alle nostre auto e non poniamo la stessa attenzione al nostro corpo?

Ed il problema è proprio questo: se si accende una spia sul cruscotto dell’automobile, la maggiornaza di noi corre dal meccanico per capire cosa accade.

Allo stesso modo, la prima cosa che compriamo pochi minuti dopo aver preso il nuovo smartphone è un proteggischermo e una custodia, possibilmente antiurto.

Idee per una sanità migliore

Eppure non utilizziamo la stessa cura per il nostro corpo. Se ci viene un dolore, non andiamo da uno specialista (che può essere anche un fisioterapista) per avere delucidazioni. Prendiamo una pasticca e via.

Sarebbe come mettere un pezzetto di nastro adesivo sulla spia accesa sul cruscotto

Idee per una sanità migliore

Ma cosa c’entra la politica in tutto questo?

Nella mia esperienza, la prevenzione e il mantenimento quotidiano costano moooolto meno dell’intervento eccezionale.

In 23 anni di professione ho conosciuto decine di persone che, nonostante l’età avanzata e una vita lavorativa attiva e intensa, avevano una forma fisica più che buona.

Con “forma fisica” non intendo l’essere magri o prestanti, ma semplicemente non avere limitazioni articolari notevoli o dolori che rendono difficile lo svolgimento delle attività di vita quotidiana.

Idee per una sanità migliore: le buone abitudini di una volta

Quando andavo alle elementari (dal 1980 al 1985), periodicamente venivamo visitati da un ortopedico ed un fisioterapista che effettuavano uno screening della colonna vertebrale e monitoravano l’andamento di quei bambini che avevano una scoliosi o qualunque altra patologia a carico della schiena.

Questi screening sono continuati fino agli anni ’90. Infatti, quando ho iniziato a lavorare per la Fondazione Don Gnocchi di Roma, ho conosciuto colleghi e colleghe che periodicamente si occupavano sia dello screening che di organizzare gruppi di ginnastica correttiva nei centri abitati limitrofi alla zona di Ponte Milvio.

Poi, per motivi che non conosco ma che immagino possano coincidere con i famigerati tagli alla spesa pubblica, queste buone abitudini sono scomparse.

Idee per una sanità migliore: facciamo due conti.

Non sono un economista e non conosco a fondo i costi della sanità pubblica, però nel mio piccolo so una cosa.

DI sicuro costa meno far fare un trattamento a settimana di mantenimento/prevenzione per un lungo periodo ad una persona piuttosto che attivare tutta la routine relativa ad una protesi.

La routine che prevede visite ortopediche, preospedalizzazione, intervento, costi della protesi, dimissioni e fisioterapia.

E, comunque, sostituire un ginocchio per artrosi non significa miracolare la persona. Significa che quel ginocchio darà meno fastidio. Ma i danni provocati da una deambulazione difettosa sostenuta per anni non verranno toccati in modo efficace dall’intervento.

Idee per una sanità migliore: la mia idea

Basta poco:

  • reintrodurre screening e monitoraggi in età scolare (magari non facendoli fare da soggetti privati che poi ti allungano il biglietto da visita dello studio…)
  • premiare ed incentivare le abitudini virtuose come una alimentazione sana, una vita attiva e la riduzione dei fattori di rischio.

Idee per una sanità migliore: il modello Bjorn Borg

In questo articolo del Daily Mail è raccontata la storia dell’azienda fondata dalla leggenda del tennis svedese.

La società di Bjorn Borg “obbliga” i dipendenti a fare attività fisica settimanalmente. Portando avanti una tradizione che nel paese scandinavo va avanti dagli anni 80.

Infatti numerosissime aziende incentivano, anche in modo meno “pesante”, la pratica sportiva concedendo, ad esempio, somme di denaro per l’iscrizione a centri sportivi. Somme interamente detraibili dalle tasse…

I vantaggi sono sia per il datore di lavoro (tutta quella serie di attività che generano legame e rafforzano il team building) ma sono anche per il lavoratore che può praticare sport nell’orario di lavoro e con una riduzione della spesa.