Giochiamo al dottore?

L’ultima volta che ho scritto qui era ottobre 2021.

Ora ritorno con un nuovo articolo alla Scrocknroll che è una via di mezzo tra il debunking (ovvero rivelatore di bufale) e una specie di divulgatore.

Oggi voglio affrontare un argomento che mi sta a cuore da anni.

Perché moltissimi miei colleghi si definiscono “dottori”? Forse sbagliano?

no, perché in realtà possono tranquillamente.

Infatti il D.M. 270/2004 del settembre 2004 ha sancito le differenti qualifiche di “dottore”

Il titolo, per esempio, spetta a chiunque abbia “conseguito la laurea in un corso di studio universitario di primo ciclo (con durata triennale) o il diploma universitario in un corso della stessa durata”.

Quindi, l’infermiere, il fisioterapista, il tecnico di laboratorio, il tecnico di radiologia, il podologo…Insomma chiunque abbia conseguito una laurea triennale può usare il titolo di dottore.

Ma come mai che da qualche anno a questa parte siamo diventati tutti dottori?

Un malinteso…voluto?

Tutto risiede nel tentativo, più o meno velato, di generare il malinteso tra “dottore” e “medico”.

Da sempre questa parola (non seguita dalla specificazione del tipo di laurea) è ricondotta direttamente al medico chirurgo.

Il laureato in archeologia è l’archeologo

Il laureato in ingegneria è l’ingegnere

Il laureato in medicina e chirurgia (che abbia anche superato l’esame di abilitazione) è il medico. Ma, più brevemente, il dottore.

L’uso quotidiano rafforza il malinteso

“vai dal dottore?”

“domani porto le analisi al dottore”

“devo prenotare il controllo dal dottore”

Ed ecco che avviene la magia. Dottore=medico…quindi fisioterapista=dottore=quasi medico

Certo, alcuni potranno obiettare che si usa “dottore” per evitare quella parola un po’ desueta e che sembra dispregiativa. Ovvero, il paramedico.

Ma , parliamoci chiaramente, non è che definirsi “diversamente” ci rende immuni dallo sminuimento.

Ho esperienza personale di medici chirurghi specializzati che, per il semplice fatto di essere più giovani del primario, non sono presi i considerazione dal paziente perché sono “dottorini”

dottore
il più famoso “dottorino” del cinema italiano: Filippo Cirò intepreta il “dottore” in “Un Sacco Bello”

Forse una maggiore onestà gioverebbe a noi professionisti sanitari con una laurea triennale.