Chi è il più forte del reame? (Considerazioni varie sul dolore e sulla VAS)

VAS: Scala visuale analogica. Nella fattispecie, parliamo di quella del dolore.

Sui social va di moda classificare l’amore di una mamma facendo paragoni del tipo

Il corpo umano può sopportare fino a 4.5 VAS di dolore (Unità di misura del dolore).
Nel momento del parto una mamma sente 5.7 Vas di dolore. Per capire meglio.. corrisponde a 20 ossa fratturate nello stesso istante.
Riuscite ora a immaginare il dolore e l’amore di una Mamma?”

Ma quanto è questo dolore?!?

Cerchiamo di fare chiarezza.

Innanzitutto bisogna dire che la misurazione del dolore attraverso la VAS è soggettiva. Quindi varia da persona a persona.

Poi, bisogna ricordare che la VAS è una scala visuale che prevede una linea sulla quale collocare la propria sensazione di dolore. Ci sono due estremi: il primo è “nessun dolore” e l’ultimo “il peggior dolore che io possa immaginare”. In mezzo , quindi, non c’è nulla…ma il paziente segnerà a che livello è il suo dolore.

Se invece vogliamo una scala NUMERICA, allora si deve parlare della NRS (Numerical rating scale). In questo caso, l’intensità del dolore va da 1 (nessun dolore) a 10 (dolore gravissimo).

Esiste poi una scala chiamata VRS (visual rating scale) nella quale esistono 5 livelli di dolore descritti a parole, messi in ordine casuale (in modo che il paziente debba leggerli e non possa mettere un grado a casaccio puntando al più alto)

Ecco una immagine di una VAS

dolore

Ecco una NRS

dolore

Ed ecco una VRS

dolore

 

 

 

Che dolore!!!

Alla luce dei punti descritti prima, analizziamo l’affermazione che va per la maggiore sui social.

In tutti e tre i casi (VAS, NRS, VRS) la misurazione è soggettiva. Quindi, ad esempio, ci può essere una persona che, dopo essersi rotta un dito, indica un dolore moderato un’altra persona che indicherà un dolore severo o un dolore urente.

Affermare che “Nel momento del parto una mamma sente 5.7 Vas di dolore. Per capire meglio.. corrisponde a 20 ossa fratturate nello stesso istante” crea molta confusione!
Innanzitutto, per il semplice fatto che nella VAS non ci sono numeri…

Poi, usando una NRS, se 5,7 equivale a 20 ossa fratturate….a cosa si potrebbe paragonare il 7 o l’8?!?!?!

 

Poi, come fa una persona a dire che il suo dolore è 5,7 e non 5,3 o 5,9?

 

Ma allora, cosa misura la VAS? E la NRS? E la VRS? Misurano veramente il dolore?

Si. Tutte servono a misurare il dolore. Ma non a dire “io so’ mejo de te”.

Queste scale si usano per verificare il progresso di una situazione dolorosa.

Quando lavoravo alla Fondazione Don Gnocchi, la VAS veniva somministrata all’inizio ed alla fine del ciclo di riabilitazione per avere un valore soggettivo riguardo l’andamento del trattamento.

In altre situazioni (ad esempio nell’approccio al paziente traumatizzato) si utilizza per monitorare come evolve il dolore.

E allora? Se il dolore è soggettivo, come lo si misura?

Uno studio del 1985 indicava la poca affidabilità della scala VAS. E indicava come misurazione più oggettiva quella fornita dal McGill Questionnaire.

Nel McGill Questionnaire le domande sono molte e puntano ad identificare in modo più preciso il dolore, in base a vari parametri legati a sensazioni.

Ad esempio si chiede di descrivere il dolore secondo un criterio termico

– caldo

– scotta

– brucia

– è rovente

O secondo un criterio temporale

– tremolante

– vibrante

– pulsante

– palpitante

– battente

– martellante

 

(a questo indirizzo trovate un pdf con un interessante studio sul dolore e una copia del McGill Questionnaire)

 

Conclusioni sul dolore

Senza nulla togliere alla gravidanza, al parto e alla nascita di un figlio, abbiamo visto quanto sia impreciso e talvolta erroneo il giudicare il dolore attraverso scale soggettive.

Forse basta una piccola dose di buonsenso per evitare di cadere in queste bufale che troppo spesso attirano persone che, condividendole, non fanno altro che incrementare l’ignoranza.

 

 

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