Archive for Falsi miti – Page 2

La scoperta del mesentere

La scoperta del mesentere: buon anno da scrocknroll!

Nei primi giorni di quest’anno, i giornali hanno riportato una notizia: la scoperta del mesentere.

In realtà, leggendo gli articoli, gli scienziati hanno dato dignità ad un organo che in osteopatia è considerato primario da moltissimi anni.

La scoperta del mesentere: di cosa stiamo parlando?

La definizione di “mesentere” che riporta l’enciclopedia Treccani è la seguente:

In anatomia umana, ampia ripiegatura del peritoneo che congiunge l’intestino tenue alla parete posteriore dell’addome; rappresenta il meso dell’intestino tenue

Tutto chiaro? Credo di no…mi sa che urge una spiegazione alla Scrocknroll!

La scoperta del mesentere: facciamola facile

Innanzitutto cerchiamo di capire cosa è il peritoneo.

Gli organi interni non stanno dentro l’addome come un mucchio di stracci dentro ad un sacco (che bella immagine, eh!) ma sono collegati alle pareti dell’addome e tra di loro attraverso una membrana che li avvolge.

Questa membrana, il peritoneo, è una struttura connettivale (il connettivo è quel tessuto che si occupa di molti compiti tra cui la protezione, al difesa immunitaria, lo scivolamento ed il movimento degli organi interni).

Il peritoneo, oltre ai compiti che abbiamo citato poco fa, collega gli organi interni alla rete vascolare e nervosa del corpo: quindi al suo interno si possono localizzare vene, arterie, nervi e vasi linfatici.

La scoperta del mesentere: perchè è importante?

Il peritoneo ed il mesentere sono FONDAMENTALI per il buon funzionamento del nostro apparato gastrointestinale.

Innanzitutto, assicurano stabilità e adeguata mobilità: in questo caso, “stabile” e “mobile” non sono opposti ma due facce della stessa funzione. Un organo ha necessità di potersi muovere in modo adeguato e “controllato”: se ciò avviene, è assicurata la funzione di quell’organo anche a livello microscopico.

Esempio Scrocknroll: una maglietta della giusta taglia ci permette tutti i movimenti. Una maglietta troppo stretta o troppo larga ci ostacola e rende difficili anche i movimenti più basilari.

Alla stessa maniera, un mesentere che non si muove adeguatamente e che non mantiene la stabilità dell’intestino tenue provocherà disturbi sia locali che a distanza

La scoperta del mesentere: ma cosa è l’intestino tenue?

Ve lo spiego in modo facile facile: è la pajata.

la scoperta del mesentere

il Marchese del Grillo definiva la pajata in un modo folckloristico…ma aveva torto!

E al suo interno si completa la digestione del cibo ingerito e avviene l’assimilazione di numerose sostanze.

Quindi è un organo di vitale importanza. Per questo motivo, il mesentere è una struttura che viene tenuta in gran considerazione.

La scoperta del mesentere: perchè è importante in osteopatia?

In osteopatia la chiave del lavoro è nel cercare e sistemare la riduzione del movimento di una struttura, qualunque essa sia.

E questa ricerca serve perchè il nostro corpo non funziona a compartimenti separati.

Il mesentere, ad esempio, collega e avvolge l’intestino tenue ma, a sua volta, si aggancia con una radice molto tenace alla colonna lombare.

La radice del mesentere si origina dalla seconda vertebra lombare e, scendendo diagonalmente, finisce sulla fossa iliaca interna destra.

È ovvio che la relazione tra intestino tenue e colonna lombare diventa molto intima e bilaterale.

Per questo motivo, infatti, numerose sintomatologie della colonna lombare possono avere origine da un intestino tenue che lavora male.

E se l’intestino lavora male o troppo vigorosamente il movimento si trasmette alla colonna lombare ed alla fossa iliaca interna destra.

La scoperta del mesentere: è una scoperta recente?

No. Lo aveva già descritto e disegnato in modo egregio Leonardo da Vinci (quindi parliamo di quasi 500 anni fa…)

la scoperta del mesentere

immagine tratta da http://www.modellianatomici.it/wp-content/uploads/2016/04/Tavole-anatomiche-leonardo-da-vinci-17f.jpg

Alla fine dell’ottocento, anche Andrew Taylor Still, il medico americano che inventò l’osteopatia, descrisse il peritoneo ed il mesentere!

Quindi possiamo dire che il corpo umano riserva sorprese ma spesso sono sorprese che già conoscevamo!

 

 

 

Come funziona un vaccino?

“COME FUNZIONA UN VACCINO”

PREMESSA OBBLIGATORIA:

Io non sono un medico. Cerco, in questo articolo, di spiegare in modo semplice, come funziona un vaccino.

EVITIAMO POLEMICHE STERILI, LITI E LINK COMPLOTTISTI. CERCHIAMO DI ATTENERCI AI FATTI...

Per realizzare questo articolo, mi sono affidato ad un riassunto in formato pdf del CDC  i centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, un organismo di controllo sulla salute pubblica degli Stati Uniti d’America.

 

 

Come funziona un vaccino?

Vi ricordate quando abbiamo parlato del sistema immunitario? Vi avevo spiegato cosa fosse il sistema immunitario innato: l’avevo paragonato alle mura fortificate di una città.

Avevo anche introdotto l’argomento dell’immunità acquisita…

L’immunità acquisita. Ovvero: come funziona un vaccino

Riprendiamo l’esempio della città fortificata.

Le mura sono solide, ben fatte e si oppongono benissimo agli attacchi esterni.

funziona un vaccino

Roma – le mura Aureliane tra Porta San Sebastiano e Porta Ardeatina

Queste mura, oltre ad opporsi ai nemici, sono munite di un sistema di segnalazione che avverte le truppe specializzate che possono attaccare in modo più preciso e mirato.

Come funziona un vaccino: addestrare le truppe specializzate.

I cecchini appostati tra i boschi hanno bisogno di sapere chi sono i nemici e chi sono gli alleati. Senza questo addestramento, è praticamente impossibile difendere la città in modo adeguato.

Uscendo dall’esempio: il nostro sistema immunitario acquisito è formato da globuli bianchi, suddivisi in:

  • macrofagi
  • anticorpi
  • linfociti T
  • linfociti B

Non entro nel merito, limitiamoci a capire che ogni cellula si occupa di una fase ben precisa o di un “nemico” ben preciso.

Come fanno i globuli bianchi a riconoscere il nemico?

Ci sono due modi:

  • contrarre la malattia, entrando in contatto con l’agente patogeno
  • entrare in contatto con l’agente patogeno, attenuato o reso inoffensivo, attraverso un vaccino.

Come funziona un vaccino: la città fortificata e i cecchini

funziona un vaccino

Tornando al nostro esempio, le truppe specializzate hanno due modi per imparare a conoscere i nemici:

  • incontrarli in battaglia
  • catturarne uno e studiarlo

La battaglia può essere vinta o persa. Le nostre truppe potrebbero essere annientate dai nemici e a quel punto le mura sarebbero poco efficaci.

Se, al contrario, le truppe riescono a catturare un nemico disarmato, allora la situazione cambia.

Il nemico, disarmato o reso inoffensivo, può essere studiato in modo accurato.

Il colore dell’uniforme, le mostrine, il tipo di armi, le tecniche di spostamento….

Il prigioniero potrebbe anche mollar qualche cazzotto ma sarebbe comunque inoffensivo per le nostre truppe.

Come funziona un vaccino: torniamo ai globuli bianchi

Essere esposti ad una malattia può avere due risultati:

  • sviluppare una immunità
  • non sviluppare una immunità

Non svilupparla potrebbe significare non sconfiggere la malattia….

I vaccini, invece, hanno lo scopo di esporre il nostro sistema immunitario ad una infezione “controllata” e far sì che si possa creare una “Memoria di difesa”.

In questo modo, quando il nostro corpo entrerà in contatto con il vero agente patogeno, il sistema immunitario acquisito avrà tutte le informazioni necessarie per reagire, difendere e sconfiggerlo.

Ci sono numerosi tipi di vaccini: con virus vivi attenuati, con virus inattivati…Ce ne sono altri tipi, ma l’importante ora è capire lo scopo del vaccino!

Come funziona un vaccino: perchè si fanno varie dosi?

ci sono vari motivi per i quali è necessario fare i “richiami”:

  • se si utilizzano i vaccini inattivati, la prima dose non è abbastanza per far sviluppare una immunità adeguata. Per questo motivo si effettua il richiamo!
  • alcuni vaccini tendono a perdere di efficacia nel tempo, ed è necessario effettuare il richiamo per mantenre una immunità adeguata nel tempo
  • i virus di alcune malattie (ad esempio l’influenza) modificano la loro struttura e quindi è necessario un vaccino ogni volta che si presenta un virus diverso.

Come funziona un vaccino: perchè è importante vaccinarsi

Torniamo all’esempio della città fortificata e dei cecchini.

Facciamo finta che in una zona ci sono 10 città fortificate: 9 hanno addestrato i cecchini, una no.

Quando i nemici attaccano, potrebbero invadere la città non preparata e a quel punto aumentare la loro forza. A quel punto, potrebbero sferrare un attacco molto potente verso le altre città che potrebbero non avere le risorse necessarie per combattere adeguatamente.

Come ho detto all’inizio, NON È MIA INTENZIONE ENTRARE NELLA POLEMICA SUI VACCINI!

Credo solo che sia necessario capire come funzionano i vaccini prima di dire se servono o meno!

 

Sudare fa dimagrire. (si…e gli elefanti volano)

Sudare fa dimagrire? NO.

Qui trovate una definizione (in inglese) di cosa sia il sudore.

Lo dicamo subito così tagliamo la testa al toro e non perdiamo tempo in chiacchiere.

Sudare fa dimagrire: perchè questa bufala?

Durante la giornata, il nostro corpo può arrivare ad espellere fino a 10/14 litri di sudore.

ATTENZIONE: si parla di quantità massima!! Non significa che ogni giorno il nostro corpo sudi così tanto!

QUindi, se dopo una corsa o dopo una faticata in palestra ci pesiamo, la bilancia segnerà qualche kg in meno. Ma non vuol dire che abbiamo perso peso. Abbiamo perso liquidi. Che reintegriamo dopo una bella bevuta!

Sudare fa dimagrire: ma allora a cosa serve la sudorazione?

Per prima cosa, la sudorazione è la nostra aria condizionata: infatti la sudorazione sevre ad abbassare la temperatura del corpo, tramite l’evaporazione dell’acqua contenuta nel sudore.

Quando facciamo sport o quando fa troppo caldo, il nostro corpo si attrezza per abbassare la temperatura e mantenere in buono stato i sistemi vitali.

Sudare fa dimagrire: a cosa altro serve il sudore?

Serve ad espellere le famose “tossine”: nel sudore, oltre ad una altissima percentuale di acqua, possiamo trovare molti sali minerali e acido lattico.

Inoltre, ma è una cosa molto arcaica, il sudore serve anche come “comunicazione non verbale”.

Sudare fa dimagrire: comunicazione non verbale…come i gatti!

sudare fa dimagrire

www.gattoamico.it

 

Quando il gatto si struscia su di un muro o sulle nostre gambe, non è un contatto fisico che cerca.

In realtà ci spalma addosso i suoi feromoni per “marcare” il territorio o, più semplicemente, per comunicare.

Ecco, qualche migliaia di anni fa anche noi eravamo capaci di sentire i feromoni degli altri…adesso sentiamo quello che gli altri decidono di farci sentire: profumi o puzze che siano!

Sudare fa dimagrire: ripetiamolo in coro

NO. Sudare è utile, e serve a mille cose ma NON FA DIMAGRIRE.

Quindi quando vedete quelle pubblicità di pancere di gomma che promettono grandi sudate e grandi dimagrimenti…cambiate canale!

 

 

Chinesiologo: una parola ricercatissima!

Chinesiologo: chi è costui?

Ce ne siamo già occupati in altri articoli, ma mi sembra utile tornare su una delle professioni più “dubbiose” dell’ambito del benessere.

Chinesiologo: chi é? Che titoli di studio ha?

chinesiologo

Tagliamo la testa al toro: il chinesiologo è quel professionista in possesso del diploma ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica) o della laurea in Scienze Motorie (IUSM).

Fonte: http://www.unc.it/italiano/associazione/comeiscriversi/

Punto. Chi non ha questo uno di questi titoli di studio non può definirsi “chinesiologo”.

Chinesiologo: cosa fa?

Sempre dal sito dell’Unione Nazionale Chinesiologi, ecco l’elenco delle competenze e delle aree di attività del chinesiologo:

Le attività del chinesiologo riguardano il movimento umano razionale attivo ad indirizzo educativo (ed.fisica nelle scuole), preventivo (ginnastica posturale, di mantenimento, terza età, fitness, ecc.), formativo (ginnastica per bambini, giovani, ecc.), ricreativo (ginnastica con musica, animazione, giochi, ecc.), sportivo (preparazione atletica, allenamenti, ecc.), adattato e compensativo.

Quindi il chinesiologo ha degli ambiti ben precisi e ben delimitati.

Chinesiologo: cosa non è.

Vi sembrerà una specie di difesa della professione, ma vorrei chiarire per bene ciò che un chinesiologo non può fare.

Non può essere un riabilitatore.

Dopo un ictus, dopo una frattura, dopo un intervento di artroprotesi, la figura preposta alla riabilitazione è il fisioterapista. Solo lui.

Il fisioterapista, infatti, nel suo ciclo di studi, apprende ciò che c’è da sapere riguardo l’anatomia, la patologia e la riabilitazione nelle diverse sfere di intervento.

Chinesiologo: è fondamentale in molti altri ambiti.

Il chinesiologo non riabilita, ma è fondamentale in molti altri campi.

Ad esempio:

  • se uno sportivo si rompe una tibia, sarà compito del fisioterapista riabilitarlo per portarlo verso una ripresa ottimale delle attività della vita quotidiana. Ma sarà COMPITO ESCLUSIVO DEL CHINESIOLOGO allenarlo e rieducarlo al gesto atletico ed alla performance sportiva.
  • l’anziano che ha subìto una protesi di ginocchio, verrà riabilitato dal fisioterapista nel momento post-operatorio. Ma poi sarà compito del chinesiologo attivare una ginnastica di mantenimento che addestri e mantenga in buona salute il paziente.

Ma, soprattutto, il chinesiologo trova la sua massima espressione nell’ambito sportivo.

Solo lui, infatti, può allenare, addestrare e preparare la persona che si avvicina ad uno sport.

Quindi, nelle palestre, ci devono stare i chinesiologi e non persone improvvisate che fanno corsi di due giorni e poi si autonominano “istruttore di fitness”.

Spero che questo articolo possa essere utile a tutti, soprattutto a chi ancora confonde i veri professionisti (chinesiologi) con i praticoni…..

 

L’aria condizionata non fa male

Il titolo è un po’ ad effetto, ma serve per cercare di sfatare un altro falso mito.

 

Aria condizionata: a cosa farebbe male?

Le ossa. Si. In un articolo (che tra l’altro è tra i primi che Google visualizza) si dice che l’aria condizionata fa male alle ossa.

 

Vi ricordate quando parlavamo di artrosi ed umidità?

È la stessa cosa.

Così come l’umidità aumenta la percezione dell’artrosi (che NON È provocata dall’umidità), anche nel caso dell’aria condizionata si tratta di peggiorare un sintomo preesistente.

Il getto diretto e a basse temperature dell’aria condizionata può provocare delle contratture muscolari (per vasocostrizione) e quindi provocare delle disfunzioni biomeccaniche.

Ma NON FA MALE ALLE OSSA!

 

A cosa fa veramente male l’aria condizionata?

Una cattiva o scarsa manutenzione dell’impianto può, per esempio, generare la proliferazione di microorganismi nei filtri e quindi aumentare il rischio di patologie respiratorie.

Lo sbalzo di temperatura o l’eccessiva bassa temperatura può creare il fenomeno che ci capita nella stagione fredda: le ciglia vibratili, che ricoprono il nostro albero respiratorio (trachea e bronchi) e che lavorano ottimamente a temperature corporee, sotto una certa temperatura non ci difendono più dagli aggressori esterni e così si facilita l’ingresso di virus e batteri nel tratto respiratorio.

aria condizionata

ecco le ciglia vibratili del tessuto respiratorio

 

Allo stesso modo, la vasocostrizione e lo sbalzo termico possono provocare sintomi gastrointestinali di vario tipo.

 

Ma allora cosa è che fa veramente male?

 

Uno dei fattori che incide di più e che può creare più problemi è proprio lo sbalzo termico. Entrare nella hall di un hotel il 10 di agosto passando dai 35/36 gradi centigradi esterni ai 23/24 gradi centigradi interni significa scendere di 10 gradi in un paio di secondi.

Ecco: in quel caso ci possono essere problemi!

Ma quando entriamo in macchina ed accendiamo l’aria condizionata, per quanto sia potente la nostra utilitaria, non sarà mai possibile creare in pochi secondi uno sbalzo verso il basso di 10 gradi!!!

E nemmeno a casa! (A meno che non abbiate acceso l’aria condizionata prima di uscire e siate rincasati dopo 14 ore…)

 

La regola d’oro, come in tutte le cose, è la moderazione.

Un impianto di aria condizionata con una buona manutenzione e utilizzato con intelligenza non crea alcun problema, anzi!

 

Ora vi saluto e vado a piazzarmi sotto al getto del condizionatore.