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Come funzionano i reni?

Oggi Scrocknroll torna su un grande classico: spiegare in modo semplice il funzionamento del nostro corpo. Vi ricordate quando avevamo parlato della milza?

E, come dice sempre Dario Vitale; “come funziona, così si scassa”. Per cui, conoscere il funzionamento di un organo ci aiuta a trattarlo meglio!

Dove stanno i reni?

I reni si trovano in un posto ben protetto (e questa collocazione dovrebbe farci riflettere).

Il nostro corpo, infatti, protegge e mette al riparo gli organi che svolgono funzioni fondamentali.

E i reni sono protetti da ossa (coste e colonna vertebrale), muscoli (parete muscolare tra coste e ossa del bacino) e sono ricoperti da rivestimenti di adipe ed altre sostanze di ammortizzazione.

Come funzionano i reni: somiglianze in cucina.

I reni sono fondamentalmente dei filtri iperspecializzati. Come il fegato, come la milza e come i polmoni, i reni svolgono un ruolo di filtraggio del sangue.

La somiglianza in cucina la possiamo avere se pensiamo al rene come ad un colino con delle maglie molto speciali.

Il rene, infatti, filtra, riassorbe, secerne ed escresce (esiste, ve lo giuro!).

Come funzionano i reni: il miracolo del colino magico

Abbiamo detto che il rene è, fondamentalmente, un colino che filtra in modo speciale il sangue.

Ci sarebbe una lunga lista di azioni svolte dal rene, ma è molto specifica e preferisco raccontarvi le azioni principali.

  • regola l’equilibrio nei liquidi del corpo di numerose sostanze come il calcio, il cloro, il sodio e il potassio
  • amministra il volume dei liquidi nel corpo tramite l’espulsione o il riassorbimento dell’acqua
  • svolge anche la funzione di ghiandola secernendo una serie di enzimi, acidi ed ormoni

Come funzionano i reni: guardiamo la nostra pipì.

Il rene filtra, riassorbe e tante altre cose. E il risultato finale che vediamo più volte al giorno è la pipì. (dovevo dire “urina”?)

La nostra pipì è il primo segnale della salute dei nostri reni.

Che, essendo dei filtri, se si scassano, filtrano poco/troppo/male.

Il colore, la torbidezza, l’odore sono indici rapidissimi dello stato di salute dei reni.

Guardiamo la nostra pipì, quindi, e se vediamo qualcosa di strano, non pediamo tempo.

Il rene scassato.

Il rene è un colino.

Qunad’è che un colino si scassa? Quando, per motivi vari, filtra troppo o troppo poco.

Immaginiamo di dover filtrare dell’olio, che magari ha un poco di morchia (la morchia è “il deposito che si forma a volte sul fondo della lattina è costituito di residui vegetali delle olive; residui che non pregiudicano necessariamente la qualità dell’olio.”

come funzionano i reni

Se il nostro colino è in perfetto stato, l’olio scenderà nella bottiglia e la morchia resterà nel colino.

Un colino con i buchi troppo larghi farà scendere la morchia dalla tanica alla bottiglia.

Un colino con dell’ovatta o della garza fermerà la morchia ma l’olio colerà nella bottiglia molto lentamente, forse troppo lentamente.

Come funzionano i reni: conclusioni.

I reni sono importantissimi per il nostro corpo e, purtroppo, li trascuriamo troppo spesso.

Una dieta equilibrata, una giusta idratazione e un’occhiata quotidiana al colore delle nostre urine può essere la routine quotidiana per avere sotto controllo lo stato dei nostri reni ed intervenire in tempo!

Il rimedio miracoloso (e altre bufale)

il rimedio miracoloso

La foto che vedete in evidenza raffigura Giuseppe Frezzolini, cantante lirico noto per essere stato, il 12 maggio del 1832, il primo inteprete del dottor Dulcamara ne “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti.

Il rimedio miracoloso e il dottor Dulcamara

Il dottor Dulcamara è uno dei personaggi de “L’elisir d’amore” di Donizetti.

Non è un vero dottore: è un truffatore che vende a Nemorino una bottiglia di bordeaux spacciandolo per un elisir che gli avrebbe permesso di conquistare il cuore di Adina.

Oggi, nonostante l’evoluzione tecnologica, ci sono ancora migliaia di dottor Dulcamara e milioni di Nemorino

Il rimedio miracoloso oggi

Gel di aloe vera, estratto di garcinia cambogia, teatree oil…la lista è lunga.

Le promesse sono tantissime e tutte supportate da studi più o meno scientifici. Numerose sono le patologie che verrebbero spazzate via con pochi misurini del rimedio miracoloso.

Funziona? Non funziona? Facciamo poche domande e vediamo come comportarci.

Il rimedio miracoloso: le domande necessarie

La prima domanda da farsi (o da fare a chi propone il rimedio miracoloso) è:

“Ma se è veramente così efficace…come mai non lo vendono ovunque e non lo usano tutti?”

La risposta del venditore tirerà in ballo i poteri forti, Big Pharma, i politici corrotti e prezzolati che, a costo della vita dei cittadini, vogliono nasconderci che il cancro si cura con le tisane o che il mal di schiena passa con una pomata all’aloe vera.

In realtà la risposta della comunità sceintifica e del buon senso è la seguente: la maggior parte dei rimedi miracolosi non ha alcun valore o effetto scientificamente provato.

Il rimedio miracoloso e il parente miracolato

La seconda domanda/considerazione che si può porre al venditore o all’appassionato è:

“come mai l’effetto miracoloso è sempre ad personam e mai su larga scala?”

Loro vi diranno che ci sta sempre dietro Big Pharma (ammazza…Big Pharma c’ha un sacco di cose da fare!).

In realtà, il rimedio miracoloso funziona, talvolta, solo su una piccola percentuale delle persone e su malanni che sarebbero passati comunque (lievi dolori articolari, problemi gastrointestinali di scarsa importanza). O magari non vi confessano che, insieme al bibitone omeopatico, stanno prendendo un normalissimo antibiotico o antiinfiammatorio…

Il rimedio miracoloso e la fisioterapia

E nel mio ambito? Beh…tra tutori che correggono l’alluce valgo in pochi giorni, pomate miracolose a base di sostanze di dubbia provenienza che eliminano l’artrosi e materassi che curano l’insonnia…c’è solo l’imbarazzo della scelta.

In questo caso, ai miei pazienti faccio un ragionamento molto lineare. Prendiamo come esempio il tutore che corregge l’alluce valgo.

  • se fosse veramente valido, ci sarebbero rappresentanti e rivenditori del miracoloso tutore ovunque.
  • se fosse veramente efficace, ci sarebbero centinaia di chirurghi ortopedici disoccupati o costretti a ripiegare su altre patologie
  • se fosse veramente efficace, costerebbe molto di più…visto che in poche notti libera da una deformità articolare che si genera in anni di malfunzionamento biomeccanico

Insomma…diciamolo chiaramente: il rimedio miracoloso, indolore, rapido, economico e al gusto di vaniglia non esiste.

Chi ve lo propone ha solo un tornaconto puramente economico.

Vi lascio con il video di Alfredo Mariotti che interpreta “Udite, udite o rustici”. È il momento in cui il dottor Dulcamara arriva nel villaggio e abbindola gli abitanti dicendo di essere

“Benefattor degli uomini,
Riparator de’ mali,
In pochi giorni io sgombero,
Io spazzo gli ospedali,
E la salute a vendere
Per tutto il mondo io vo.
Compratela, compratela,
Per poco io ve la do”



la scomparsa del paziente e miglioramento della sintomatologia!

Oggi parleremo, in modo più o meno scherzoso, di come capire quando il paziente è guarito dal problema che lo aveva portato da noi.

AVVERTENZA: è una narrazione scherzosa che riguarda la mia esperienza come fisioterapista ed osteopata. Quindi, essendo scherzosa, ci saranno aspetti che verranno trattati in modo molto lieve

Quando il paziente ha mal di schiena/mal di collo/dolori alle ginocchia, partono una serie di telefonate e messaggi che rasentano lo stalking.

Più di una volta mi è capitato di ricevere telefonate in giorni festivi o dopo le 22…(provate a chiamare un medico dopo le 22 o di domenica: vedrete la reazione…ma la differenza nei rapporti tra medico e fisioterapista la vedremo un’altra volta).

E, a quel punto, troviamo due tipi di pazienti:

  • quelli veramente sofferenti che accettano qualunque appuntamento, in qualunque luogo, a qualunque orario
  • quelli che…”eh, ma domani c’ho da fare” “eh, ma è troppo lontano”

Il nostro paziente è del primo tipo: accetta senza problemi l’orario e il luogo dell’appuntamento.

Arriva 10 minuti in anticipo, solitamente sfora l’ora di trattamento perchè ci tiene a raccontarci tuttotuttotutto e ad essere rassicurato su tuttotuttotutto.

A questo punto inizia il mistero.

Il miglioramento della sintomatologia e la scomparsa del paziente.

Se siamo stati bravi, il paziente noterà un sensibile miglioramento del suo dolore il giorno dopo. E, magicamente, scomparirà.

Il paziente scompare NONOSTANTE gli sia stato detto che il suo dolore è causato da una situazione posturale che NON SI PUÒ risolvere in una seduta!

(se noi fisioterapisti fossimo in grado di risolvere dolori legati a posture sbagliate mantenute per anni, la parcella avrebbe svariati zeri.)

Il paziente scomparso, nel 75% dei casi, ricompare tra i 10 e i 15 giorni dopo.

Vi dirà che è stato benissimo, che c’era stato il mitico “miglioramento della sintomatologia”, che il dolore era quasi scomparso del tutto, che è riuscito addirittura a fare 3 lezioni di power cardio energy fit (!!!) ma che purtroppo è tornato!

Stavolta, nonostante si sia reso conto che il nostro intervento è in grado di modificare in meglio il suo dolore, sarà molto più “schizzinoso” (o, per dirla alla americana, “choosy“)quando gli verranno proposti orari e luoghi.

Questa scherzosa narrazione si ripete ormai con cadenza fissa: un paziente ti chiama in emergenza->viene da te come andrebbe a Lourdes->migliora ma non troppo->scompare->peggiora->ritorna->migliora ma non troppo….

Insomma…cari colleghi e care colleghe, non disperatevi. Il paziente, spesso, è un fantasma: appare/scompare/riappare.

Ma come nei film di suspence…PRIMA O POI TORNA!

la lombalgia che viene e non va via

La lombalgia è una delle patologie (o forse dovremmo dire “sintomo”) che più frequentemente capitano ad un fisioterapista/osteopata. (a questo link trovate, in inglese, una serie di statistiche su quanto incida la lombalgia nella società statunitense)

E la domanda più comune che fa il paziente è “Quando mi passa il dolore?Quanto ci vuole?”

La lombalgia: cenni storici

La lombalgia è, a livello di terminologia, una situazione dolorosa che riguarda la zona lombare.

lombalgia

Quindi può riguardare muscoli, ossa, articolazioni, legamenti, tendini e mille altre strutture anatomiche.

Ora, se escludiamo i traumi diretti (incidenti, cadute, colpi ricevuti) e le cause acute o non meccaniche (infezioni, chirurgie), la lombalgia di solito non si presenta dalla sera al mattino.

La lombalgia con la quale ci svegliamo al mattino è spessissimo figlia di posture o atteggiamenti sbagliati o viziati.

Quando nasce la lombalgia?

La lombaglia nasce in silenzio. Nasce nel momento in cui ci mettiamo seduti malamente sulla nostra postazione di lavoro. Nasce quando cambiamo sedia, computer, tastiera.

Nasce quando indossiamo una scarpa differente. Nasce quando facciamo uno sport in modo non corretto. Nasce quando prendiamo o perdiamo troppo peso.

Tutte queste situazioni fanno nascere una lombalgia.

Come cresce una lombalgia?

dopo la nascita, la lombagia è piccina e non dà fastidio a nessuno.

Abbiamo cambiato poltrona in ufficio e magari ci sediamo malamente. La lombalgia nasce e cresce pian piano. La poltrona l’abbiamo cambiata a gennaio e il dolore ci sorprende a pasqua!

Oppure: prendiamo peso durante l’inverno e il dolore spunta fuori in primavera.

Ora che la lombalgia è grandicella..come la mandiamo via? E quanto ci vuole?

Ormai abbiamo il dolore. La poltrona l’abbiamo cambiata mesi fa. I chili li abbiamo presi tra novembre e dicembre.

Ormai abbiamo rimosso l’evento che ha dato alla luce la lombalgia.

Eppure il dolore è presente, vivo, intenso. Ci limita nella vita lavorativa e nelle attività quotidiane.

Decidiamo di recarci da un fisioterapista o da un osteopata. Ci andiamo verso aprile (ricordiamoci che la poltrona l’abbiamo cambiata a gennaio e i chili sono stati presi in inverno).

E, d’un tratto, pretendiamo che il dolore passi in una seduta.

La lombalgia non passa in una seduta.

Appunto. Il fisioterapista la può attenuare. L’osteopata può risolvere il disagio momentaneamente.

Ma la lombalgia non passa in una giornata. Proprio perchè si è sviluppata nel corso dei mesi.

Siamo pazienti con i nostri gerani e le nostre margherite e aspettiamo mesi affinchè fioriscano ma non siamo in grado di attendere qualche settimana per un dolore che abbiamo allevato per mesi.

lombalgia

Impariamo la pazienza nei confronti dei nostri dolori ma soprattutto ascoltiamo quando il nostro fisioterapista ci fornisce consigli su come migliorare la nostra postura!

Il pranzo di Natale

Il pranzo di Natale di Scrocknroll. Ovvero: sopravvivere ai luoghi comuni e alle inesattezze del pranzo di Natale (vale anche per Santo Stefano, Capodanno e Befana).


Il pranzo di Natale: la top 5 delle domande/inesattezze

Partiamo da quella che, ad oggi, si trova tra le informazioni più cercate su Scrocknroll: a cosa serve la milza.

A cosa serve la milza? Ma soprattutto: la milza…serve?

La milza è uno stabilimento per il riciclo dei globuli rossi e per la produzione di cellule del sistema immunitario.

La milza “smonta” i globuli rossi esausti, recupera il ferro e riassorbe le sostanze non utili.

Ecco perchè è utile!

La risposta rapida per i parenti->” se non fosse necessaria, non sarebbe protetta da costole e muscoli”

(per saperne di più)

Differenza tra artrosi e artrite

Sono due cose diverse. L’artrosi è, di solito, un processo degenerativo su base meccanica (nella maggior parte dei casi). Per questo le artrosi più frequenti sono localizzate in articolazioni sottoposte al carico: anche, ginocchia, colonna vertebrale.

L’artrite è una situazione patologica legata ad un processo infiammatorio. Per questo motivo, le articolazioni colpite da artrite sono spesso quelle non soggette a carico eccessivo. Ad esempio, nei pazienti con artrite reumatoide ci sono danni a gomiti, polsi, articolazioni delle dita della mano…

La risposta rapida per i parenti-> “l’artrosi peggiora muovendosi e migliora con il riposo. L’artrite fa male anche a riposo”

(per saperne di più)

Il pranzo di Natale: l’umidità fa venire l’artrosi?

Vedi sopra…l’artrosi è prodotta da una usura meccanica. L’artrite è prodotta da una infiammazione.

L’umidità non causa nè l’una nè l’altra.

L’umidità fa sì che i sintomi dell’artrosi e dell’artrite vengano percepiti con maggio intensità.

La risposta rapida per i parenti-> “se l’umidità fosse la causa di artrosi ed artrite, a Venezia starebbero tutti malissimo fin da giovani”

(per saperne di più)

Il pranzo di Natale: il fegato.

Il fegato: a cosa serve? E perchè tra la vigilia e la Befana rischiamo di farlo affaticare?

In linea di massima e semplificando, possiamo dire che il fegato si occupa di metabolizzare(ossia: smontare, frammentare e rendere fruibili) i grassi, le proteine e i carboidrati.

Durante lefeste, introduciamo una quantità inimmaginabile di grassi, proteine e carboidrati. Un po’ come mettere 3 quintali di legna tutti insieme nel caminetto e sperare che quest’ultimo funzioni per bene.

La risposta rapida per i parenti-> “il fegato è come una stufa a legna: se la ingolfi, funziona male”

(per saperne di più)

 Il pranzo di Natale: i massaggi servono?

I massaggi servono?

La domanda è sbagliata. La domanda dovrebbe essere: a cosa servono i massaggi? E, successivamente, i massaggi curano o sono solo un relax?

In breve: ci sono massaggi specifici per determinate patologie (linfodrenaggio, massaggio connettivale) e massaggi che migliorano il rilassamento o l’allentamento ditensioni muscolari o tendinee.

La risposta rapida per i parenti-> “il massaggio serve ed è utile se chi lo fa sa cosa sta facendo”

(per saperne di più)