Attenti ai dischi!

Oggi parliamo di dischi.

Non di quelli in vinile (chi se li ricorda?) e nemmeno di quelli volanti.

Oggi parliamo di dischi intervertebrali.

Nel primo articolo, Scrocknroll aveva cercato di spiegarvi la differenza tra protrusione ed ernia.

Questa volta, invece, vedremo con un esperimento casalingo come funziona normalmente un disco intervertebrale e cosa accade quando viene sottoposto a stress meccanici.

Il disco intervertebrale è compreso, appunto, tra due vertebre.

Nel corso della nostra vita quotidiana il disco riceve e cede liquido interstiziale.

Immaginiamo una spugna che viene schiacciata e rilasciata.

Quando la schiacciamo, la spugna cede acqua.

Quando la rilasciamo, la spugna assorbe acqua.

 

 

Se questo meccanismo avviene in modo fisiologico, il disco (o la spugna, fate voi) mantiene le proprie capacità elastiche e di ammortizzazione.

Ma cosa succede se il disco viene compresso troppo forte e per troppo tempo?

Torniamo sempre alla nostra spugna e immaginiamo cosa succede ad una spugna strizzata e lasciata da una parte per qualche giorno.

La spugna si secca e perde le sue capacità elastiche: si romperà più facilmente, impiegherà più tempo a riassorbire acqua, perderà parte della sua capacità assorbente.

La stessa cosa accade al disco intervertebrale. Se gli stress meccanici e posturali sono eccessivi e prolungati nel tempo, il disco perderà man mano le sue proprietà e sarà più soggetto a danni.

Ora voi mi domanderete:”che cosa dobbiamo fare per evitare che le nostre spugnette intervertebrali si possano rovinare?”

Eccovi un piccolo elenco di modi per evitare uno stress sui dischi:

– cerchiamo di migliorare/variare la nostra postura (sia seduti che in piedi)

– sforziamoci di ridurre il sovrappeso

– facciamo attività fisica con buonsenso

Insomma, con un po’ di buonsenso e un pizzico di buona volontà, i nostri dischi intervertebrali avranno lunga vita.

…e pure le spugnette.

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