Mascherina, ti conosco!

mascherina

“Ti conosco mascherina” è il titolo di una pellicola diretta da Eduardo De Filippo e intepretata da lui e dalla famosissima Lída Baarová (leggete qui la sua biografia).

Ma in questi tempi di coronavirus, è importante conoscere in modo adeguato le mascherine che ci proteggono dal virus.

Ne avevamo già parlato qui, ma forse è il caso di approfondire…

La mascherina: oggetto del desiderio.

Da quando l’emergenza coronavirus è esplosa, si sono rapidamente diffuse leggende metropolitane e bufale di ogni tipo.

Dal bere tisane molto calde al mangiare aglio, purtroppo spuntano ogni giorno false notizie.

Sulle mascherine, invece abbiamo tutti le idee chiare…o almeno così pensiamo!

Premessa fondamentale: tutte le informazioni che leggerete di seguito sono tratte dal sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ritengo infatti che l’OMS sia uno dei pochi organismi a livello mondiale al quale riferimento se si cercano notizei e comunicazion ufficiali.

Se invece siete complottisti, terrapiattisti, antivaccinisti continuate pure a consultare il sito sulla cura a base di zenzero e cannella del cugino del vostro vicino di casa.

Mascherina: chi la deve indossare?

Il primo punto è chiarissimo

“Se siete in salute, dovete indossare la mascherina SOLO se vi prendete cura di una persona con una sospetta infezione da coronavirus”

Quindi…indossare la mascherina per gettare la spazzatura, uscire con il cane, andare a fare la spesa significa sprecare una mascherina che, magari, potrebbe essere utile ad altre persone.

Il secondo punto è altrettanto chiaro

“Se starnutite o tossite, indossate una mascherina”

Potrebbe sembrare strano, ma tutti gli orientali che vedevate in giro con la mascherina PRIMA del coronavirus…erano persone molto corrette ed educate.

Il terzo punto vi stupirà…

“Le mascherine sono efficaci solo se usate in combinazione con una frequente ed adeguata igiene delle mani (sapone o gel a base alcolica)”

Quindi…se ci mettiamo o togliamo la mascherina con le mani sporche o se, dopo aver toccato la mascherina, ci tocchiamo la bocca o gli occhi, è tutto inutile

Mascherina: come va VERAMENTE USATA?

Ora le regole per usare in modo appropriato la mascherina.

  • Prima di indossare la mascherina, pulite le mani con un gel a base alcolica o lavatele con acqua e sapone
  • Coprite naso e bocca e accertatevi che non ci siamo spazi aperti tra il vostro viso e la mascherina.
  • NON TOCCATE la mascherina mentre la indossate. Se lo fate, lavatevi subito le mani con acqua e sapone o usate il gel a base alcolica.
  • Sostituite la mascherina con una nuova quando è umida e NON RI-USATE le mascherine usa e getta.
  • Quando togliete la mascherina: sfilatela da dietro (non toccate la parte anteriore della mascherina), gettatela immediatamente in un cestino con coperchio e lavatevi le mani con acqua e sapone o usate un gel a base alcolica.

Mascherina e surrogati fantasiosi…

Stando a quello che ci dice l’OMS, l’unico dispositivo utile sono le mascherine chirurgiche.

Per capirci, queste qui

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Le altre mascherine (con le varie codifiche FFP2, FFP3) hanno un grosso limite che molte delle persone ignorano.

Queste mascherine hanno dei vistosi e rassicuranti filtri che funzionano SOLO nell’inspirazione. Nella ESPIRAZIONE non ci sono filtri.

Quindi un malato che indossa la mascherina FFP2 o FFP3…protegge se stesso ma non protegge gli altri.

Invece lo scopo delle mascherine dovrebbe essere proprio quello di proteggere se stessi e gli altri…

I surrogati fantasiosi (inutili e spesso dannosi) sono:

  • sciarpe
  • foulard
  • maschere in tessuto o cotone
  • maschere faidate (carta forno, filtri della cappa aspirante..)

Ci sono poi mascherine adeguate ma usate a casaccio…tipo

  • mascherine che dopo un po’ danno fastidio e finiscono sul mento, sul collo o, peggio di tutti, nelle tasche
  • mascherine usate per troppo tempo
  • mascherine monouso sterilizzate a casaccio (qui trovate un vademecum in inglese sulle tecniche per sterilizzare mascherine e respiratori in AMBITO OSPEDALIERO…non certo con la grappa o l’acqua ossigenata!)

Mascherine: una conclusione

Proviamo a tirare le somme…

  • se i foulard o le sciarpe difendessero dal coronavirus, in ospedale verrebbero usati al posto delle mascherine e non ci sarebbe una emergenza da scarsa reperibilità di DPI (Distpositivi di Protezione Individuale)
  • se si esce da soli e si mantiene la distanza di 1,5mt dagli altri, non c’è ragione di usare le mascherine. Sarebbe come mettere la cintura di sicurezza in auto con il motore spento.
  • se si hanno sintomi influenzali, forse è il caso di rimanere in casa, non uscire, attendere le disposizioni del proprio medico di base
  • le mascherine vanno usate ADEGUATAMENTE, altrimenti non servono.

Se volete informazioni da fonti attendibili ed ufficiali, vi lascio un elenco di siti utili a questo scopo.

http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

https://www.who.int/health-topics/coronavirus

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COMUNICAZIONI IMPORTANTI RIGUARDANTI LA RIABILITAZIONE E L’EMERGENZA CORONAVIRUS

coronavirus

Il 12 marzo 2020, l’ordine professionale dei fisioterapisti e l’AIFI (associazione italiana fisioterapisti) hanno pubblicato un documento che comunica, in assenza di specifiche indicazioni da parte delle autorità competenti, delle regole da seguire.

Qui trovate il pdf originale.

Qui di seguito vi riporto le indicazioni fornite a noi fisioterapisti.

  • SOSPENDERE tutti i trattamenti di fisioterapia in presenza per tutto il periodo identificato dal DPCM 11/3/2020. Da questa disposizione sono esclusi la fisioterapia respiratoria nei setting di ricovero e le rieducazioni negli esiti recenti di interventi chirurgici, nei traumi con fratture e la fase immediatamente post acuta di patologie invalidanti cardiache e neurologiche (infarto, ictus, ecc) (con opportuni dispositivi di protezione individuale a causa della impossibilità di mantenere distanza inferiore di 1,5 metri)
  • TRASFORMARE in MODALITÀ A DISTANZA TUTTO CIÒ CHE È POSSIBILE come, a titolo di esempio, consulenze telefoniche o via webcam per disfunzioni di vario genere o monitoraggio di percorsi già avviati con esercizi che possono temporaneamente essere autogestiti dal paziente o dal care-giver
  • tra 2 settimane RIVALUTARE la possibilità, in relazione dell’evoluzione del quadro epidemiologico, la possibilità di reintrodurre alcune situazioni di contatto (con opportuni dispositivi a causa della distanza inferiore di 1,5 metri) solo in situazioni che richiedano urgente e indifferibile contatto e che potrebbero evolvere negativamente per ipomobilità, non uso appreso, disfunzioni respiratorie nonché per i fattori contestuali

COSA CAMBIA PRATICAMENTE NELLA RIABILITAZIONE CON L’EMERGENZA CORONAVIRUS

La riabilitazione prosegue (con opportuno uso di DPI e di sistemi di prevenzione) SOLO IN CASI DI

  • PZ RICOVERATI
  • TRAUMI CON FRATTURE
  • POST ACUZIE DI PATOLOGIE INVALIDANTI CARDIACHE E NEUROLOGICHE (ICTUS, INFARTO…)

Tutto il resto è da considerare non di primaria importanza.

Si cercherà di mantenere un contatto con i pazienti.

Dopo il 3 aprile 2020, si valuterà l’evoluzione della situazione nazionale per una eventuale ripresa dei trattamenti delle patologie e dei pazienti domiciliari o che rientrano in tutte le categorie non menzionate poco sopra

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Coronavirus e mascherine: facciamo il punto.

coronavirus e mascherine

L’argomento di oggi è stato suggerito dalla fila fatta per comprare alcune cose in un negozio di alimentari.

C’erano più mascherine che al carnevale di Venezia…eppure molti erano gli errori!

Coronavirus e mascherine: come funzionano?

La mascherina è, in gergo tecnico, un DPI: Dispositivo di Protezione Individuale.

Ovvero: serve a proteggersi e a proteggere.

Proteggere gli altri e proteggere noi stessi è la prerogativa tecnica delle mascherine per naso e bocca.

Nella direzione verso l’esterno, la mascherina impedisce che eventuali agenti patogeni presenti nel nostro apparato respiratorio vadano in giro verso gli altri.

Nella direzione verso l’interno, la mascherina evita (o perlomeno riduce al minimo) l’ingresso di patogeni verso il nostro apparato respiratorio.

Coronavirus e mascherine: paragoniamole a dei preservativi.

Le mascherine, per essere efficaci, vanno inserite all’interno di una routine ben precisa.

Un po’ come i preservativi.

In pratica funziona così:

  • sono, molto spesso, dei presidi usa e getta: usare la stessa per 3/4 giorni di fila non è molto igienico
  • tenerle sul collo, solo sulla bocca o solo sul naso, tirarle su e giù 20 volte al minuto non garantisce una protezione adeguata
  • mai in tasca o in borsa: se devono essere sterili, tenerle a contatto di chiavi, monete, fazzoletti usati non è il massimo
  • proteggono se sono prodotte in modo adeguato: sciarpe, foulard ed altri surrogati non sono utili nè protettivi
  • sono (o dovrebbero essere) dei dispositivi INDIVIDUALI: usare la stessa mascherina per 6 giorni passandola tra parenti o amici non è il massimo. Anzi: è proprio il peggior comportamento!

Immaginiamo, per portare avanti il nostro esempio di usare il preservativo così come usiamo la mascherina…

Coronavirus, mascherine e preservativi: immaginiamo…

Immaginiamo di usare lo stesso preservativo per 3/4 giorni.

Togliamolo 5/6 volte durante il rapporto sessuale.

Teniamo un preservativo, fuori della sua confezione sigillata, nela tasca del cappotto con le chiavi e le monete.

Usiamo, come preservativo, un sacchetto di plastica, una busta del pane, della pellicola per alimenti.

Condividiamo lo stesso preservativo usato dal nostro amico.

Visto così, l’uso della mascherina fa rabbrividire…vero?

Coronavirus e mascherine: usiamo il buonsenso

Indubbiamente la mascherina giusta, usata nel modo giusto, protegge in modo ottimale dagli agenti patogeni (tra tutti, il coronavirus).

Però il buonsenso ci dice anche che, se dobbiamo uscire per comprare un litro di latte o per gettare la spazzatura, forse basta attenersi alla distanza di sicurezza ed evitare contatti ravvicinati!

Qui trovate le informazioni ufficiali del sito del ministero della salute.

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