Riflessioni sui fisioterapisti e sul loro albo

L’albo dei fisioterapisti è ormai una realtà. Io per primo ho provveduto a inviare tutta la documentazione (e i pagamenti..) necessaria alla pratica di riconoscimento/iscrizione all’albo.

Eppure una domanda molto intelligente (e che ha aperto un mondo di riflessioni) mi è stata posta qualche giorno fa da un paziente.

La domanda era:”Al termine del vostro ciclo di studi, voi fisioterapisti sostenete un esame che è anche una abilitazione alla professione. Per quale motivo è necessario avviare una pratica lunga e costosa per riconoscere il vostro titolo di studio?!?”.

Albo dei fisioterapisti: ma allora serve o no?

Alla luce della domanda del mio paziente, mi sono chiesto:”Ma se il mio titolo è di per sè già un titolo abilitante…perchè devo inviare fotocopie, marche da bollo, foto tessera e bollettini vari per ottenere una nuova validazione?”.

E allora ho spulciato Google e mi sono informato, epr esempio, su ciò che deve fare un ingegnere.

Un ingegnere si laurea e il suo titolo è di “dottore in ingegneria”. NON È UN INGEGNERE. Diventa tale dopo il superamento dell’esame di Stato per l’esercizio della professione di Ingegnere con conseguente conferimento dell’abilitazione allo svolgimento dello stesso. (fonte: http://www.ingegneri.info/news/professione-e-previdenza/albo-ingegneri-iscrizione-costi/)

Fisioterapisti e ingegneri…

Il nostro ingegnere (diamo per scontato che abbia superato l’esame di Stato) è a tutti gli effetti un INGEGNERE.

Ora, se decide di svolgere la libera professione, è tenuto ad isciversi all’albo. Questa iscrizione ha costi ma ha anche vantaggi: uno tra tutti una cassa previdenziale.

Quindi, riassumendo, dopo la laurea in ingegneria, ci sta l’esame di stato e poi l’iscrizione all’albo professionale che tutela e agevola lo svolgimento della professione.

Fisioterapisti ed il loro albo…

E i fisioterapisti?

Fino a qualche mese fa, regnava il caos più assoluto.

Ma in questo caos una cosa era chiara e inequivocabile: chi ha il titolo di fisioterapista (sia esso un vecchio come me o un giovane che ha la laurea triennale) ha tutte le carte in regola per esercitare la professione.

E allora perchè un albo?!?

Perchè siamo in Italia. E l’abusivismo nell’ambito della riabilitazione è a dei livelli altissimi.

In Italia abbiamo:

  • laureati allo IUSM che fanno i riabilitatori
  • persone in possesso di un diploma (più o meno valido) rilasciato da scuole di estetica che effettuano senza problemi linfodrenaggi in pazienti con linfedemi secondari a patologie
  • fantomatici posturologi o chinesiologi che hanno ottenuto questi titoli grazie a corsi che durano 4/5 finesettimana…

Un piccolo esempio del motivo per il quale sia necessario un albo (nonostante il nostro titolo di studio sia abilitante)?

Eccolo.

Cliccando su questo link, potrete leggere di un corso di due giorni per imparare “tecniche posturali nella scoliosi” (il sottotitolo è “approccio olistico al trattamento delle scoliosi, al momento confinato in ambito medico e terapeutico”).

Requisito richiesti? Voi penserete “diploma di fisioterapia” o “laurea in scienze motorie”.

No. Il requisito richiesto è la maggiore età.

Il tutto è scritto in modo mooolto sibillino (“l’operatore scoprirà le migliori tecniche posturali e rieducative da affiancare al trattamento medico classico”)…

Fisioterapisti e il loro albo: conclusione

Insomma…in una nazione civile ed avanzata basterebbe un ciclo di studi universitari ed un esame abilitante per fare piazza pulita degli abusivi.

In Italia no. In Italia si è reso necessario mettere su un albo, obbligando chi esercita LEGAMENTE la professione da 23 anni (come me) a inviare documenti e certificati (e bollettini per svariate decine di euro).

E, ciononostante, pullulano i siti che offrono corsi di fitness aperti a tutti.