Fisioterapia in pillole

fisioterapia in pillole

Fisioterapia in pillole:

non è un modo rapido di lenire il mal dischiena ma un  articoletto rapido rapido e veloce per conoscere al volo alcune cose e non cadere nelle trappole delle fake news e delle bufale online!

fisioterapia in pillole

veloce traduzione per i non anglofoni:

  • – Considera la fonte: allontanati dalla notizia per indagare sul sito, la sua mission e le informaizoni di contatto
  • – Leggi “attraverso”: i titoli possono essere una “esca” per guadagnare click. Com’è tutta la storia?
  • controlla l’autore: è credibile? esiste davvero?
  • ci sono fonti che supportano la notizia?: controlla i links che dicono di essere di supporto alla notizia
  • controlla la data: riproporre vecchie notizie non significa che queste siano legate agli eventi attuali
  • è uno scherzo?: se è troppo bizzarro, prendi in considerazione l’ipotesi che possa essere satira. Controlla autore e sito…
  • Controlla i tuoi pregiudizi: cerca di capire se i tuoi pregiudizi o i tuoi preconcetti possono in qualche modo influenzare il tuo giudizio
  • Chiedi agli esperti: chiedi ad un esperto o controlla su un sito che si occupa di smascherare fake news

Fisioterapia in pillole: una premessa

Ciò che scrivo su questo blog, viene verificato attraverso ricerche su Pubmed. Per una definizione rapida di Pubmed, vi allego la descrizione fatta su questo sito

Cos’è PubMed?

 

PubMed è una banca dati biomedica accessibile gratuitamente on line, sviluppata dal National Center for Biotechnology Information (NCBI) presso la National Library of Medicine (NLM).

Cosa contiene?

PubMed contiene circa 16 milioni di citazioni di articoli scientifici, di ambito biomedico o di scienze affini, dagli anni ’50 del Novecento ad oggi. Le citazioni provengono da MEDLINE (la prima banca dati della NLM) e da altre banche dati dedicate alle scienze della vita; gli abstract, disponibili dal 1975, sono presenti per il 76% degli articoli.
Grazie al software Entrez, PubMed permette l’accesso ad articoli a testo pieno disponibili gratuitamente on line. Le riviste indicizzate sono circa 1/6 dell’intera produzione mondiale in ambito biomedico, anche se provengono principalmente dall’area statunitense (40%) e sono per lo più pubblicate in lingua inglese (88%).

Tutto chiaro? Si? Allora partiamo!

Fisioterapia in pillole: pronti…partenza…via!

1 – l’artrosi non si cura. Si previene. link

2 – l’umidità, il freddo ed altri eventi atmosferici non influenzano in modo preponderante l’artrosi link

3 – l’artrite è una patologia su base infiammatoria e autoimmune: non esiste una cura definitiva link

4 – nel caso di artrosi ed artrite, la fisioterapia non cura: aiuta a gestire il dolore a la limitazione funzionale, o aiuta a prevenire. link

5 – la milza è un organo importante: metabolizza (smonta e rimonta) i globuli rossi ed è un organo legato all’immunità link

6 – lo zainetto non fa venire la scoliosi. Il peso di uno zainetto o il portarlo in modo sbagliato aumenta o peggiora la sintomatologia di una patologia vertebrale link

7 – il nuoto non fa guarire la scoliosi link

8 – lo sport, fatto a livelli eccessivi, non fa bene link

9 – gli organi interni (stomaco, fegato, intestino…) possono essere responsabili per alcune sintomatologie dolorose della colonna vertebrale link

10 – l’albo dei fisioterapisti (inteso come albo nel quale si registrano OBBLIGATORIAMENTE tutti i professionisti che svolgono questa professione, come ad esempio l’albo dei medici o dei geometri) ancora non esiste

Fisioterapia in pillole: diffondete!

L’educazione e la conoscenza sono le due cose che ci salvano da fake news e da bufale. Prima di vomprare la fascia magica per la sciatica o il magico collare per la cervicalgia, facciamoci due piccole domande:

1 – se funziona veramente così tanto, come mai nonn lo vendono ovunque e non lo usano tutti, a partire da medici e fisioterapisti?

2 – se davvero la fascia o il collare ci GUARISCONO dalla sciatica o dalla cervicalgia, perchè costano così poco?

È un po’ lo stesso esempio di chi vi vende i sistemi per vincere al lotto o alle lotterie…

Albo dei fisioterapisti: tutto risolto?

albo fisioterapisti

Pochi giorni prima di Natale, è giunto il via libera del Senato al DDL Lorenzin che contiene, tra le altre cose, il riordino della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie con l’aggiunta degli ordini delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

Albo dei fisioterapisti: che succede ora?

Non sono un esperto in questioni legislative ma credo che in breve tempo (mi auguro) verrà creato un ordine professionale per i fisioterapisti (la legge ne prevede uno anche per gli osteopati e i chiropratici ma di qeusta materia ne parleremo più avanti).

Così come per i medici, si potrà controllare se il professionista al quale ci si rivolge ha tutte le carte in regola per esercitare quella professione.

albo fisioterapisti

Albo dei fisioterapisti: l’abusivismo è dietro l’angolo

Nel 2015, l’AIFI pubblicò dei dati secondo i quali in Italia operavano 100.000 “fisioterapisti” abusivi. Ovvero: sprovvisti dei titoli necessari per legge.

La difficoltà, purtroppo, sta nel fatto che non esiste un albo al quale rivolgersi per sapere se chi abbiamo scelto per la cura del nostro mal di schiena è o meno abilitato.

Precisazioni d’obbligo (che forse mi renderà nemici molti colleghi):

  •  l’AIFI è una libera associazione privata
  •  i fisioterapisti che si trovano nell’albo dell’AIFI sono professionisti con le carte in regola
  • nell’albo dell’AIFI, quindi, si trovano SOLO i fisioterapisti iscritti all’Associazione

Potrebbero esserci quindi professionisti abilitati ma che non figurano nell’albo dell’AIFI

Albo dei fisioterapisti: una storia tutta italiana

Nel 2003, fece scalpore la vicenda di Roberto Ingravalle.

Roberto Ingravalle aveva esercitato per 20 anni la professione di medico chirurgo ortopedico in ospedale ed in clinica, con risultati molto buoni: aveva raggiunto addirittura la qualifica di aiuto primario presso l’ospedale san Giacomo di Roma.

Peccato che non avesse alcun titolo: nè la laurea nè la specializzazione. (qui trovate il link alla notizia)

L’inganno fu scoperto per le ricerche effettuate da un paziente al quale Ingravalle fece un intervento chirurgico che non andò a buon fine (il link all’atto ispettivo del Senato della Repubblica)

Ora la riflessione è: cosa è meglio? Un ortopedico con i titoli ma di qualità mediocre o un ortopedico in gamba ma che ha solo il diploma di liceo?

La questione è molto spinosa, però se ne esce facilmente con un ragionamento.

Ottenere un titolo significa aver seguito un corso di studi. E significa anche aver ricevuto una valutazione sulla propria preparazione.

Quindi essere iscritti in un albo pubblico e nazionale non certifica che si è bravi ma certifica che si è seguito e completato un ciclo di studi.

Da questo provengono anche grandi responsabilità (come non citare Ben Parker, lo zio di Spiderman!!!)

 

 

Albo dei fisioterapisti: cosa si fa fino alla creazione dell’albo?

In attesa dei tempi tecnici necessari all’istituzione dell’albo, ci si può affidare a delle linee guida stilate dall’AIFI:

  • Occhio al comportamento

Nessun fisioterapista metterà mai le mani sul paziente senza fare prima una attenta valutazione delle condizioni della persona e senza chiedergli di visionare la documentazione clinica di cui è in possesso, per capire se le cause del problema che affligge la persona siano di sua competenza, per escludere che vi siano controindicazioni al trattamento o se sia necessario l’intervento del medico. Sarà inoltre sempre ben lieto di mettersi in contatto con il medico curante della persona, per stabilire come intervenire insieme sul problema.

  • Massima cautela durante la fase di dolore acuto

Attenzione a proposte miracolistiche: il vero professionista sigla un “contratto” terapeutico con il Paziente, informandolo a fondo delle possibilità di intervento fisioterapico per il problema diagnosticato.

  • Richiedere sempre la fattura

La prestazione sanitaria effettuata da un vero fisioterapista deve sempre prevedere l’emissione di una fattura esente dal pagamento dell’Iva.

  • Ma soprattutto, il titolo abilitante conta.

Verificare il titolo di studio che abilita alla professione, cioè la laurea in Fisioterapia rilasciata in Italia (o estera ma riconosciuta con decreto ministeriale) oppure un titolo equipollente o equivalente. Bando all’imbarazzo, i veri professionisti saranno ben contenti della domanda.

 

 

Il chinesiologo: chi è costui?

Il chinesiologo: è la parola più cercata tra i risultati di questo blog. E avevamo già parlato di questa professione, distinguendola da altre figure dell’ambiente riabilitativo.

E la si cerca, nel 90% dei casi, per capire chi è e cosa fa.

Allora iniziamo l’anno ricordando chiè e cosa fa il chinesiologo per dare giusta informazione in un mondo sempre più dominato da fake news e da “l’ho letto su facebook”

il chinesiologo: chi è?

È il professionista in possesso del titolo rilasciato dall’ISEF/IUSM. Punto.

il chinesiologo: di cosa si occupa?

Per evitare errori, ho ripreso il piccolo elenco che feci quasi tre anni fa:

Il chinesiologo si occupa dell’attività motoria e sportiva di:

– persone sane

– persone che hanno terminato un percorso riabilitativo in seguito ad un qualunque evento

– persone che hanno patologie stabilizzate

– persone che hanno necessità di prevenire o combattere obesità, diabete e ipomobilità

– persone, anche con disabilità motoria, che hanno il bisogno di “muoversi”

Per il tipo di ciclo di studi che compie, il chinesiologo è il professionista più adatto all’insegnamento e all’educazione sportiva.

il chinesiologo: è simile all’ alllenatore?

Qui la risposta è più difficile.

Ho fatto una piccola ricerca in rete e le federazioni nazionali degli sport organizzano corsi per allenatori che non hanno tra i prerequisiti i titoli rilasciati da IUSM o da ISEF. Quindi potrei azzardarmi a dire che un laureato IUSM (che compie un corso di studi di 3 anni a livello universitario) è più preparato di un qualunque atleta che decide di fare un corso e diventa allenatore.

Certo, un atleta con esperienza decennale e con una formazione di base ha una maggior dimestichezza con il gesto atletico e con le strategie di gioco. Ma il laureato IUSM ha dalla sua una preparazione teorico-pratica generale di un livelo differente.

il chinesiologo: dove mi aspetto di trovarlo?

Il chinesiologo è il professionista che si occupa dell’attività sportiva e motoria. Quindi, teoricamente, lo si dovrebbe trovare in palestre, centri sportivi, campi di calcio…

Ma, come ho già detto in altri articoli, spesso tutto ciò non avviene.

In Italia sono frequenti i corsi di pochi giorni che “abilitano” all’insegnamento delle più disparate discipline.

Nell’immagine qui sotto, potete leggere il titolo rilasciato ed i requisiti richiesti per il corso di istruttore di fitness.

 

Durata del corso: 6 giorni.

chinesiologo

È quindi comprensibile il motivo per il quale i laureati IUSM hanno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Ed è altresì chiaro perchè, spesso, nelle palestre la percentuale di infortuni è molto elevata.

NOTA BENE

per “infortuni” intendo tutte quelle situazioni per cui chi frequenta una palestra o un centro sportivo debba poi rivolgersi ad un medico o ad un fisioterapista

 

il chinesiologo: mal comune mezzo gaudio?

Per come la vedo io, fisioterapisti e chinesiologi sono sulla stessa barca. In attesa di un albo o di un ente che tuteli gli aventi diritto e sanzioni gli abusivi si va avanti sgomitando e cercando di farsi conoscere…