Archive for Maggio 2016

Pavimento pelvico: come funziona, così si scassa

Il titolo di oggi riporta le parole di uno dei miei maestri nell’apprendere il mestiere dell’osteopata: Dario Vitale.

L’anatomia e la fisiologia del nostro corpo è, per certi versi, semplice.

Una articolazione così come si muove in una determinata direzione, allo stesso modo può “guastarsi”.

Pavimento pelvico: perchè si scassa?

Nell’articolo precedente, avevamo detto che, su basi scientifiche, il pavimento pelvico non è una amaca ma una cupola. E tale forma si modifica nel momento in cui si contraggono i muscoli del perineo o quando si effettua il torchio addominale (modo gentile per definire lo sforzo per fare la cacca).

Ma il pavimento pelvico non vive in un universo parallelo, completamente avulso da tutto il resto.

Ad ogni atto respiratorio, riceve la spinta dei visceri addominali che, a loro volta, sono spinti verso il basso dal diaframma toracico.

Se la spinta è uniforme e “fisiologica”, il pavimento pelvico ha tutte le possibilità di contrastare e supportare questo movimento.

Ma se, per una serie di motivi, le pressioni addominali perdono la loro fisiologia, allora anche il pavimento pelvico subirà delle sollecitazioni eccessive.

pavimento pelvico

By Hustvedt (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0) or GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)], via Wikimedia Commons

Quando avevo parlato di Finet e WIlliame, avevo introdotto il concetto di pressione addominale.

Ora, parlando del pavimento pelvico, riprendo quel concetto.

Cosa succede al pavimento pelvico se nell’addome si perde l’armonia delle pressioni?

La classica forma a cupola tende a ridursi, ed il pavimento pelvico si irrigidisce in una contrazione eccentrica e perde parte della sua elasticità (la faccio molto breve e semplice per non annoiarvi…!)

Quindi, il risultato è un pavimento pelvico che è meno “cupoloso” e non reagisce adeguatamente alle sollecitazioni che provengono dall’alto e dal basso.

Vi ricordate che forma assumeva il pavimento pelvico nella contrazione per trattenere la pipì? Si abbassava.

In un pavimento pelvico che non ha più la forma di una cupola, la contrazione concentrica reiterata provoca solamente un maggior irrigidimento.

Un esempio?

Se avete un crampo, la cosa da fare è cercare di far tornare il muscolo con il crampo ad una lunghezza confortevole. Provate a contrarre il muscolo sul quale state avendo il crampo, poi mi direte che cosa si prova.

Ecco. Fatti senza controllo, senza un addestramento adeguato e senza una valutazione iniziale, gli esercizi di Kegel non sono molto utili.

Pavimento pelvico e osteopatia: un connubio ottimale

L’approccio osteopatico al pavimento pelvico è abbastanza semplice: in prima battuta, si tratta di trovare ed eliminare le cause che mettono in disfunzione il perineo. Quindi si indagano e si trattano tutte le strutture che compongono il bacino e tutte quelle circostanti.

Poi, si lavora in modo da ripristinare la funzionalità fisiologica.

Ecco: quando il pavimento pelvico avrà nuovamente un suo movimento fisiologico, allora sarà utile eseguire (sempre dopo un adeguato training) alcuni esercizi per il perineo che possono comprendere anche quelli di Kegel.

La prossima settimana vedremo quali sono le strutture del bacino che si scassano e come le ripara l’osteopata!

 

 

 

pavimento pelvico: amaca o cupola?

Nelle ultime settimane, sul web è rimbalzato l’hashtag #pavimentopelvico.

E, d’un tratto, sono rispuntati gli esercizi di Kegel e i sex toys.

Sfogliando Wikipedia, scopriamo che Arnold Kegel è stato un ginecologo statunitense che ha inventato uno strumento per misurare il tono muscolare del perineo. Inoltre ha elaborato una serie di esercizi per esercitare i muscoli del pavimento pelvico.

Tutto ciò tra il 1948 ed il 1960…(mediamente 55 anni fa)

pavimento pelvico: ci sono notizie più recenti?

Ora, senza nulla togliere al dottor Kegel, dal 1960 ad oggi ci sono state numerosissime pubblicazioni scientifiche che hanno modificato l’approccio al pavimento pelvico.

Ma andiamo per gradi.

Kegel non aveva torto.

No. Anzi: Kegel aveva ragione nel dire che una serie di esercizi di rinforzo di alcuni gruppi muscolari poteva essere utile per contrastare i problemi del pavimento pelvico.

Parliamo della tendenza al prolasso o dell’incontinenza o semplicemente di una continenza al limite.

Rinforzare un muscolo senza capire il motivo per cui sta perdendo funzionalità, però, è una strada rischiosa. Ma per capire meglio questa frase, dobbiamo partire dall’anatomia.

Pavimento pelvico: cosa è?

Il pavimento pelvico (o, più correttamente, diaframma pelvico) è composto da muscoli, tendini, legamenti e altre strutture connettivali che ricoprono l’area sottostante la pelvi (la pelvi è la regione del corpo che si trova tra addome e cosce ed è formata dall’unione delle ossa iliache, dell’osso sacro e del coccige).

pavimento pelvico

By OpenStax College [CC BY 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/3.0)], via Wikimedia Commons

Tra le strutture principali di questo diaframma ricordiamo il muscolo elevatore dell’ano, il muscolo coccigeo ed i legamenti sacroiliaci.

Pavimento pelvico: amaca o cupola?

Qui entriamo in un argomento molto dibattuto e nel quale si annidano i falsi miti più frequenti.

Il pavimento pelvico NON È UNA AMACA.

E non è una notizia recente o campata in aria.

Lo si legge su uno studio del 1997 di Hjartadóttir, Nilsson, Petersen e Lingman pubblicato sulla rivista scientifica “Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica”.

In questo studio, attraverso la risonanza magnetica, si è evidenziato che la forma del pavimento pelvico a riposo è di una cupola.

Durante la contrazione (per trattenere la pipì), il pavimento pelvico si appiattisce e, nello sforzo del torchio addominale (per fare la cacca), si inverte e diventa un’amaca.

Ma, a riposo, non è una amaca.

Se fosse un’amaca, ad ogni colpo di tosse, starnuto o respiro i nostri visceri pelvici uscirebbero allegramente fuori.

Pavimento pelvico: le relazioni con il resto del nostro corpo

Come ho già detto in altri articoli, il nostro corpo funziona tutto insieme. Non è possibile, infatti, che un fegato od un gomito vivano da soli, in un loro universo, senza influenzare o senza essere influenzati da ciò che li circonda.

Ed il pavimento pelvico vive in strettissimo contatto con tutto ciò che lo circonda.

Pavimento pelvico: i vicini di casa

Partiamo da quelli del piano di sopra.

Tutti i visceri addominali (fegato, stomaco, milza, reni, pancreas, intestino tenue, colon), ad ogni atto respiratorio, vengono spinti verso il basso dal diaframma toracico. E “spinti verso il basso” significa che vengono mandati verso il pavimento pelvico…(ricordate l’articolo sulla pressione addominale e sugli studi di Finet e Williame? Se non lo ricordate, cliccate qui)

Al piano inferiore abbiamo gli arti inferiori. Una buona parte dei muscoli che regolano le rotazioni dell’anca prendono contatto con i muscoli della pelvi e, quindi, anche con le strutture muscolotendinee del pavimento pelvico.

Sullo stesso “pianerottolo” ci sono le ossa iliache: anche loro sono connesse con gli arti inferiori e con la colonna lombare.

Tutto questo noiosissimo elenco di vicini di casa serve per inserire il pavimento pelvico in un discorso più complesso che possa poi far capire meglio che gli esercizi di Kegel potrebbero non bastare o essere addirittura dannosi.

Per oggi mi fermo qui, ma tra qualche giorno vi parlerò di come il pavimento pelvico possa andare in disfunzione e di come l’approccio osteopatico possa essere un valido aiuto per risolvere numerose situazioni patologiche.

 

 

Di chi è la cellulite?

CELLULITE!!!!

L’articolo di oggi inizia con una domanda particolare che “nasconde” due argomenti.

Il primo è proprio la cellulite: ma spiegata in modo che sia chiaro a tutti il perché si formi e se ci sono soluzioni.

Il secondo argomento è un cavallo di battaglia di Scrocknroll: ovvero, i ruoli e le competenze nell’ambito medico e paramedico.

Cosa è la cellulite?

Per evitare discussioni e polemiche (già vedo in lontananza schiere agguerrite pronte a darmi addosso…), userò la definizione che ho trovato sul sito della Biblioteca Nazionale Statunitense di Medicina:

 

“La cellulite è grasso che si raccoglie in tasche situate appena sotto la superficie della pelle . Esso si forma attorno ai fianchi, cosce e glutei . I depositi di cellulite fanno sì che la pelle sembri bucherellata.”

cellulite

ed ecco come si forma la cellulite…

Quindi la cellulite è grasso.

 

Ok. È grasso sottocutaneo che fa delle erniazioni attraverso il connettivo ed il tessuto sottocutaneo.

 

Ma la cellulite è una malattia?

Non è ancora chiaro. José Maria Pereira de Godoy , nel 2012, l’ha definita come “la non malattia più investigata”.

C’è chi dice che è solo un inestetismo (e quindi va trattato come tale) e chi invece, basandosi sulla genesi e su alcuni sintomi (quale il dolore delle zone al tatto o l’accumolo di adipe) preferisce inserirla all’interno delle malattie vere e proprie.

Come viene la cellulite?

Il sito della biblioteca staunitense è abbastanza chiaro:

“I tuoi geni possono avere una rilevanza notevole nella genesi della cellulite. Altre cause che possono favorire o meno la cellulite, sono:

  • l’alimentazione
  • cambiamenti ormonali
  • disidratazione
  • disturbi linfatici e del microcircolo

 

 

In pratica, non esiste una sola cosa che fa venire la cellulite. Così come non esiste una sola cosa che la faccia passare o sparire…

 

E quale sarebbe la spiegazione semplice alla Scrocknroll che riguarda la cellulite?

 

Eccola!

Abbiamo già detto che la cellulite ha numerose cause.

Tante cause, in fin dei conti, significa che non esiste UNA SOLA CAUSA e, quindi, non è possibile che esista UNA SOLA CURA PER LA CELLULITE.

 

Quindi, l’unico modo è un approccio multidisciplinare che tenga conto delle varie cause e quindi faccia riferimento a varie figure dell’ambito medico e riabilitativo.

Sempre la nostra cara biblioteca nazionale americana fornisce alcune indicazioni.

Ad esempio, secondo loro, nessuno dei trattamenti attuali (perdita di peso, esercizi, massaggi, creme, integratori e chirurgia) ha dimostrato di essere efficace nell’eliminare definitivamente la cellulite.

Aiuterebbe, però, uno stile di vita sano, attraverso il quale:

  • fare una dieta variata e ricca di fibre, vegetali e frutta
  • idratarsi adeguatamente bevendo molto
  • fare dell’esercizio fisico regolare
  • mantenere un peso salutare (evitare le diete yo-yo)

 

Quindi, ora sapete che NON ESISTE NESSUN PRODOTTO NÉ ALCUNA TECNICA MIRACOLOSA E DEFINITIVA.

Però sapete anche che ci sono numerose cose che potete fare per contrastare e limitare la cellulite.

Torniamo ora al titolo.

 

Di chi è la cellulite?

Abbiamo elencato alcune delle cause o delle situazioni che possono favorire o aumentare la presenza della cellulite.

Molte di esse sono riferibili al campo della medicina (problemi ormonali, genetici, vascolari, linfatici.

Per questo motivo, forse, è più adeguato rivolgersi a specialisti dell’ambito medico e, in seconda battuta, a fisioterapisti che possano applicare tecniche quali i bendaggi vascolari o il drenaggio linfatico manuale.

 

E l’estetista? Eppure mi fa lo sconto…10 massaggi per combattere la cellulite al prezzo di 8!

 

Vi faccio un’altra domanda: ma se la crema o il massaggio funzionassero così bene e bastassero ad eliminare in modo definitivo la cellulite…ci sarebbero ancora persone con la cellulite?

Se bastassero 10 massaggi e 4 pasticche…tutti avrebbero debellato la cellulite.

E invece lei sta ancora lì.

Quindi, per tornare alla domanda iniziale, attenzione!

Un massaggio ed un linfodrenaggio estetico possono aiutare ma NON SONO LA SOLUZIONE.

Se i fattori sono tanti (e nessuno è predominante sugli altri), anche i trattamenti potranno essere tanti…e nessuno avrà mai il primato di eliminare la cellulite!