Shiatzu: occhi aperti!

By Polina ka [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

Shiatzu:

Pratica di terapia fisica, in uso in Giappone da oltre duemila anni, che si avvale di una semplice pressione, uniforme e continua, su determinati punti del corpo (gomiti, ginocchia, piedi), compiuta con le dita ma anche con la palma delle mani; si differenzia dal massaggio, come viene spesso erroneamente definito (che comporta invece energiche, ritmiche manipolazioni), e può agire sul sistema nervoso, circolatorio, muscolare e articolare.

Questa è la definizione che si trova sul vocabolario Treccani.

Ma lo scopo dell’articolo di oggi non è capire cosa sia lo shiatzu ma cercare di capire chi lo può praticare e come difendersi da operatori che non sono abilitati.

Shiatzu: perchè oggi parliamo di questa pratica orientale?

Ieri ho trovato sul parabrezza della mia automobile questo biglietto da visita

 

shiatzuE quasi immediatamente ho pensato:”Un’altra bufala?”.

Partendo da un articolo che pubblicai a luglio 2015, analizziamo questo biglietto da visita.

Shiatzu: chi può praticarlo?

In Italia il massaggio è regolamentato in questo modo:

  • il massaggio estetico (rassodante, drenante, linfodrenaggio estetico) può essere effettuato SOLO DA PROFESSIONISTI CHE HANNO CONSEGUITO IL TITOLO DI ESTETISTA
  • il massaggio sportivo può essere effettuato SOLO DA MASSOFISIOTERAPISTI, MASSAGGIATORI SPORTIVI (attraverso corsi istituiti tramite il Ministero della Salute, le Regioni ed il CONI), E FISIOTERAPISTI
  • il massaggio terapeutico (linfodrenaggio terapeutico, massaggio del tessuto connettivale) può essere effettuato SOLO DA FISIOTERAPISTI.

Quindi, a rigor di logica, lo shiatzu dovrebbe essere appannaggio dei fisioterapisti e, entro certi limiti, dei professionisti con titolo di estetista.

In questo bigliettino vediamo che il “massaggiatore” cita un diploma conseguito presso l’AIMA…ma in rete non ci sta alcun riferimento a questa associazione.

Se si cerca, un dato che emerge in modo netto è che L’AGOPUNTURA DEVE ESSERE PRATICATA SOLO DA PERSONALE MEDICO ADEGUATAMENTE FORMATO.

Shiatzu: quanto valgono i diplomi delle scuole di shiatzu?

Per rispondere a questa domanda, ho cercato su Google…e ho sfogliato le pagine di una delle scuole che appaiono per prime.

Non faccio nomi e non metto alcuna immagine o link. Se volete cercate anche voi!

La prima cosa che salta all’occhio è che i docenti sono, per così dire, autoreferenziati. Ovvero: persone che hanno fatto decine di corsi di shiatzu ma non hanno nel loro curriculum alcuna menzione di corsi che si possano ricondurre all’area medico-sanitaria.

La seconda cosa è l’assenza di requisiti specifici per l’ammissione ai corsi. Per cui immagino, ma sono maligno, che questi corsi siano popolati da persone che magari fino a due settimane prima facevano tutt’altra cosa e non hanno la benchè minima idea della differenza tra l’artrosi e l’artrite.

La terza cosa (secondo me la più pesante) è che il titolo rilasciato dalle scuole è un “attestato di frequenza”

shiatzu

immagine tratta da una sezione di domande e risposte di una scuola di shiatzu

Shiatzu: la fantomatica legge n 4 del 2013

In quasi tutti i siti internet delle scuole di shiatzu trovate citata questa legge.

Ve la faccio più semplice: in questa legge si parla della possibilità, per professionisti di una qualunque attività, di potersi regolamentare mettendo su una associazione.

Peccato che le scuole di shiatzu (e non solo loro) omettano il comma 6 dell’articolo 2 che recita

 

6. Ai professionisti di cui all'art. 1, comma 2, anche se  iscritti
alle associazioni di cui al  presente  articolo,  non  e'  consentito
l'esercizio delle attivita' professionali  riservate  dalla  legge  a
specifiche categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino  il
possesso  dei  requisiti  previsti  dalla  legge  e  l'iscrizione  al
relativo albo professionale.

 

Quindi, i professionisti ai quali si rivolge la legge 4 del 2013 non possono esercitare professioni regolamentate altrove.

Per qaunto riguarda l’articolo 1 ed il comma 2, ecco cosa dice

2. Ai fini della presente legge, per «professione  non  organizzata
in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende
l'attivita' economica, anche organizzata, volta alla  prestazione  di
servizi o di opere a  favore  di  terzi,  esercitata  abitualmente  e
prevalentemente mediante lavoro  intellettuale,  o  comunque  con  il
concorso di questo, con  esclusione  delle  attivita'  riservate  per
legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi  dell'art.  2229
del codice civile, delle professioni sanitarie e  delle  attivita'  e
dei  mestieri  artigianali,  commerciali  e  di  pubblico   esercizio
disciplinati da specifiche normative.

Shiatzu: ma allora che si fa?

Bella domanda!

Il mio consiglio è quello di prendere queste pratiche con le molle.

Adesso sapete molte cose:

  • che le scuole di shiatzu rilasciano attestati di frequenza e non diplomi abilitanti
  • che un operatore shiatzu non necessita di particolari titoli o di particolari conoscenze
  • che, se assimiliamo lo shiatzu ad una pratica curativa od estetica, gli unici abilitati a praticarlo sarebbero fisioterapisti, massoterapisti e professionisti con il titolo di estetista.

Volete fare una cosa gradita a voi, ai vostri amici e conoscenti? Cercate voi stessi le informazioni che io vi ho dato. Spulciate i titoli e i siti di chi propone questi corsi e queste pratiche.

Divulgate queste informazioni.

Solo la conoscenza e l’informazione corretta ci salverà dall’abusivismo!

 

Anatomia di una bufala

Bufala.

Non il bovino che produce il latte dal quale si ottengono meravigliosi latticini. Bensì, come recita il vocabolario Treccani,

Svista, errore madornale; affermazione falsa, inverosimile; panzana

Oggi, quindi, riprenderò in mano un argomento molto attuale e cercherò di adeguarlo all’osteopatia, alla fisioterapia e ai social.

Anatomia di una bufala: partiamo dall’inizio

Questa mattina, Facebook mi ha proposto un post sponsorizzato. Qui sotto potete vedere l’immagine

bufala

(Ho volutamente oscurato nome e sito internet dell’azienda perchè vorrei che l’attenzione si focalizzasse sul principio di una bufala e non su un soggetto in particolare.)

Immediatamente mi si è accesa una lampadina (a basso consumo) in testa e mi sono detto:”Ecco come si può servire una bufala!”

Anatomia di una bufala: le parole sono importanti

Partiamo dalle parole.

Prima riflessione

Nell’annuncio leggiamo

Per chi ne soffre, la cervicale è un problema veramente fastidioso

“La cervicale” non è una patologia. È un segmento anatomico. È un pezzo del nostro corpo: quindi non si può soffrire di cervicale.

Sarebbe come dire:”Le ruote dell’automobile sono un vero e proprio problema”. Oppure:”il dramma delle tastiere wireless”.

La parola “cervicale” identifica un tratto della colonna vertebrale di 7 vertebre. Punto.

bufala

Nell’uso quotidiano è diventato normale dire “soffro di cervicale” oppure “c’ho la lombare”. Ma non è esatto. Anzi: è proprio sbagliato.

Se si soffre di “cervicale” bisogna parlare di “cervicalgia” (ossia: dolore alla cervicale).

Per molti potrà sembrare una questione di lana caprina ma invece è importante usare le parole in modo adeguato.

Se il meccanico vi dicesse:”Il problema sono gli sportelli anteriori”…voi subito sareste pronti a controbattere:”Qual è il problema? Sono rotti? Arrugginiti? Ammaccati?”

La stessa cosa con la cervicale. Dire “c’ho la cervicale” non fornisce alcun dato diagnostico: complica e impiccia le cose.

Seconda riflessione

Per fortuna ci sono alcuni rimedi artigianali naturali che danno grandi risultati

È vero: la medicina non è una scienza esatta. Ma tra l’inesattezza in alcuni casi della medicina ed il ricorrere a “rimedi artigianali”…

Cosa fanno questi fantomatici cuscini farciti di noccioli di ciliegia? Niente di eclatante. Riscaldano.

Punto e basta.

Sono comodi perchè si possono modellare sul collo, ma non fanno altro.

E il benessere generato dal calore è, nella maggior parte dei casi, momentaneo e tendente alla reveresibilità.

In pratica, il calore crea un aumento della circolazione sanguigna e migliora temporaneamente l’eccessiva tensione delle strutture muscolari del collo. Il risultato è una miglior elasticità del collo.

Che però scompare nel momento in cui il calore si riduce.

Terza riflessione

la fascia naturale e termoregolabile con noccioli di ciliegio…

l’aggettivo “regolabile” trae in inganno. Nell’accezione comune (ma anche nei vocabolari) la parola “termoregolabile” indica un qualcosa che si può regolare.

Quando si mette un cuscino di noccioli in un forno a microoonde e lo si scalda per un tot di minuti ad una determinata potenza, non si sa che temperatura si raggiungerà.

Teoricamente, anche le mie mani da osteopata sono termoregolabili e producono benessere: ma non sono in grado di stabilire quanti gradi centigradi emaneranno!!!

Quindi definire “termoregolabile” quel cuscino non è una vra e propria bufala…però ci si avvicina tanto.

Anatomia di una bufala: ma questo cuscino calorifero funziona o no?

Ma allora il calore funziona o no?

È utile questo cuscino?

A chi serve?

Una domanda alla volta, please!

Prima domanda.

Il calore serve: spesso e volentieri funziona in numerose situazioni dolorose dell’apparato locomotore e gastrointestinale. Ma si limita a produrre un effetto momentaneo.

La borsa dell’acqua calda che aiuta nelle coliche di fegato non elimina il calcolo biliare. Nè elimina la possibilità di recidive di colica.

Il calore si limita a ridurre lo spasmo della muscolatura liscia dell’addome e migliora la sintomatologia.

Ma se ci sta un calcolo nella cistifellea, il calore serve a poco.

La stessa cosa si può dire per la CERVICALGIA (usiamo le parole giuste!).

Se il dolore alla colonna cervicale è generato da una postura sbagliata (che mette in tensione irregolare i muscoli), il calore sarà solo un rimedio empirico che permetterà di godere di 8/12 ore di benessere. Poi, non appena si assumerà nuovamente la postura errata, il dolore tornerà come prima.

Seconda domanda: è utile questo cuscino?

Risposta cattiva: serve molto a chi lo vende.

Risposta buona: se siamo coscienti che è un rimedio momentaneo e che per una cervicalgia è opportuno rivolgersi ad un fisioterapista o ad un osteopata allora è utile.

Terza domanda: a chi serve?

A tutti e a nessuno.

Se le posture sbagliate generano la maggior parte dei dolori alla colonna vertebrale ed alle articolazioni principali (spalle, gomiti, ginocchia, anche), allora non giova ad alcuno. E quindi, la rieducazione posturale batte il cuscino 1 a 0.

Se invece, come nel paragrafo precedente, lo usiamo come strumento di “pronto soccorso” allora è utile a molti.

Anatomia di una bufala: ma allora questo annuncio è una bufala o no?

La mia opinione, e sottolineo “la mia opinione“, è che si tratta di un rimedio casereccio associato ad una bufala lessicale.

Spacciare un cuscino con noccioli riscaldabili per, e cito testualmente,

un antico rimedio naturale, grazie al fatto che i noccioli riscaldati rilasciano un calore secco che risulta indicato nel trattamento di dolori articolari, cervicali, torcicolli, coliche addominali e geloni,

allora la bufala è servita.

Il calore secco è un rimedio empirico. Nei dolori articolari è molto più utile un trattamento fisioterapico od un intervento medico.

Il calore del cuscino farcito di noccioli di ciliegia teniamolo per le serate fredde…

Fisioterapista: un mestiere “all’antica”

fisioterapista
https://www.flickr.com/photos/dok1/18021262303

Fisioterapista: una parola che, troppo spesso, viene confusa con mille altre figure. E, purtroppo, troppo spesso viene sminuita e messa in un angolo

Fisioterapista: chi è e cosa fa

Sarò onesto: non ho cercato molto in rete (anche perchè non esistendo un ordine o un albo dei fisioterapisti è difficile trovare fonti univoche).

Ho trovato, però, il Decreto 14 settembre 1994, n.741 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.6 del 9.1.1995 (qui trovate il link al documento in formato PDF).

E la definizione è decisamente chiara:

il fisioterapista è
l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, che svolge in
via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di
prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali
superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia,
congenita o acquisita.

Oggi però non voglio entrare nel merito delle competenze o delle equipollenze, ma voglio fare un ragionamento più “filosofico”.

Fisioterapista: è simile ad uno chef?

fisioterapista

https://www.flickr.com/photos/betsssssy/

Secondo me il mestiere del fisioterapista ricorda molto quello dello chef: capacità teorico-pratiche, necessità di presenza (con la parola “presenza” intendo lo stare qui ed ora…ovvero la capacità di concentrarsi in modo assoluto sul problema che si ha davanti senza distrarsi), capacità di gestire inconvenienti ed imprevisti che escono fuori dalla routine quotidiana.

E tutto ciò eseguito, per la maggioranza dei casi, con le proprie mani o con pochi ma basilari strumenti.

Fisioterapista: adesso vi spiego il mio ragionamento

Sempre più spesso si leggono in giro articoli su metodi di riabilitazione che si avvalgono di ausili robotici, di software eccezionali, di interfacce futuristiche.

E, quando si parla di queste innovazioni, la riabilitazione diventa un affare gestito da medici, ingegneri, tecnologi e tecnici.

Risultato? L’idea che esce fuori è quella di una riabilitazione in cui il fisioterapista serve sempre meno. Basta collegare la mano o il piede del paziente al computer attraverso l’attrezzo robotico et voilà! La riabilitazione è servita!

Fisioterapista: cosa c’entra lo chef?

Il paragone con lo chef mi è venuto in mente guardando le decine di trasmissioni televisive dedicate alla cucina.

Nonostante la pubblicità ci bombardi con robot da cucina ultra sofisticati che tagliano, affettano, frullano, tritano, cuociono, friggono…nelle cucine professionali gli chef continuano a fare quasi tutto a mano.

Ci possono essere impastatrici o planetarie che agevolano e velocizzano alcuni compiti, ma spesso e volentieri lo chef veramente bravo è in grado di tirare una sfoglia per la pasta all’uovo senza avere diecimila attrezzi!

La stessa cosa la fa il fisioterapista.

Per riabilitare un ginocchio operato o una situazione post ictus ci sono strumenti che ci tornano utili per rendere meno faticoso e gravoso il compito, ma la vera maestria sta nelle mani del fisioterapista.

Esistono macchine che possono aiutare nell’esecuzione di esercizi di rieducazione posturale Mezieres, ma nessuno strumento batte la mano e l’occhio del fisioterapista.

Fisioterapista: e in futuro?

Il futuro, per come la vedo io, rimarrà sempre nelle mani dell’uomo.

Al momento mi sembra molto difficile che si riesca a progettare un macchinario in grado di gestire  e adattare la propria funzione in modo migliore delle mani del fisioterapista.

Così come non esistono macchinari che curano le carie in modo automatico.

Così come in cucina ci sono gli chef. E i robot da cucina, senza di loro, sarebbero solo rutilanti esercizi di design.

 

La scoperta del mesentere

la scoperta del mesentere
immagine tratta da http://cucinapassion.altervista.org/wp-content/uploads/2015/06/SAM_2942.jpg

La scoperta del mesentere: buon anno da scrocknroll!

Nei primi giorni di quest’anno, i giornali hanno riportato una notizia: la scoperta del mesentere.

In realtà, leggendo gli articoli, gli scienziati hanno dato dignità ad un organo che in osteopatia è considerato primario da moltissimi anni.

La scoperta del mesentere: di cosa stiamo parlando?

La definizione di “mesentere” che riporta l’enciclopedia Treccani è la seguente:

In anatomia umana, ampia ripiegatura del peritoneo che congiunge l’intestino tenue alla parete posteriore dell’addome; rappresenta il meso dell’intestino tenue

Tutto chiaro? Credo di no…mi sa che urge una spiegazione alla Scrocknroll!

La scoperta del mesentere: facciamola facile

Innanzitutto cerchiamo di capire cosa è il peritoneo.

Gli organi interni non stanno dentro l’addome come un mucchio di stracci dentro ad un sacco (che bella immagine, eh!) ma sono collegati alle pareti dell’addome e tra di loro attraverso una membrana che li avvolge.

Questa membrana, il peritoneo, è una struttura connettivale (il connettivo è quel tessuto che si occupa di molti compiti tra cui la protezione, al difesa immunitaria, lo scivolamento ed il movimento degli organi interni).

Il peritoneo, oltre ai compiti che abbiamo citato poco fa, collega gli organi interni alla rete vascolare e nervosa del corpo: quindi al suo interno si possono localizzare vene, arterie, nervi e vasi linfatici.

La scoperta del mesentere: perchè è importante?

Il peritoneo ed il mesentere sono FONDAMENTALI per il buon funzionamento del nostro apparato gastrointestinale.

Innanzitutto, assicurano stabilità e adeguata mobilità: in questo caso, “stabile” e “mobile” non sono opposti ma due facce della stessa funzione. Un organo ha necessità di potersi muovere in modo adeguato e “controllato”: se ciò avviene, è assicurata la funzione di quell’organo anche a livello microscopico.

Esempio Scrocknroll: una maglietta della giusta taglia ci permette tutti i movimenti. Una maglietta troppo stretta o troppo larga ci ostacola e rende difficili anche i movimenti più basilari.

Alla stessa maniera, un mesentere che non si muove adeguatamente e che non mantiene la stabilità dell’intestino tenue provocherà disturbi sia locali che a distanza

La scoperta del mesentere: ma cosa è l’intestino tenue?

Ve lo spiego in modo facile facile: è la pajata.

la scoperta del mesentere

il Marchese del Grillo definiva la pajata in un modo folckloristico…ma aveva torto!

E al suo interno si completa la digestione del cibo ingerito e avviene l’assimilazione di numerose sostanze.

Quindi è un organo di vitale importanza. Per questo motivo, il mesentere è una struttura che viene tenuta in gran considerazione.

La scoperta del mesentere: perchè è importante in osteopatia?

In osteopatia la chiave del lavoro è nel cercare e sistemare la riduzione del movimento di una struttura, qualunque essa sia.

E questa ricerca serve perchè il nostro corpo non funziona a compartimenti separati.

Il mesentere, ad esempio, collega e avvolge l’intestino tenue ma, a sua volta, si aggancia con una radice molto tenace alla colonna lombare.

La radice del mesentere si origina dalla seconda vertebra lombare e, scendendo diagonalmente, finisce sulla fossa iliaca interna destra.

È ovvio che la relazione tra intestino tenue e colonna lombare diventa molto intima e bilaterale.

Per questo motivo, infatti, numerose sintomatologie della colonna lombare possono avere origine da un intestino tenue che lavora male.

E se l’intestino lavora male o troppo vigorosamente il movimento si trasmette alla colonna lombare ed alla fossa iliaca interna destra.

La scoperta del mesentere: è una scoperta recente?

No. Lo aveva già descritto e disegnato in modo egregio Leonardo da Vinci (quindi parliamo di quasi 500 anni fa…)

la scoperta del mesentere

immagine tratta da http://www.modellianatomici.it/wp-content/uploads/2016/04/Tavole-anatomiche-leonardo-da-vinci-17f.jpg

Alla fine dell’ottocento, anche Andrew Taylor Still, il medico americano che inventò l’osteopatia, descrisse il peritoneo ed il mesentere!

Quindi possiamo dire che il corpo umano riserva sorprese ma spesso sono sorprese che già conoscevamo!

 

 

 

Bufale ed abusivismo

bufale e abusivismo

Bufale ed abusivismo…

Ogni tanto sfoglio le statistiche di scrocknroll.it e c’è un dato che mi meraviglia.

Questo blog viene spesso visionato riguardo due argomenti:

  • la figura del chinesiologo
  • la notizia del dolore del parto paragonato, attraverso la VAS, a 20 ossa rotte

Bufale e abusivismo: partiamo dalle bufale

In questo articolo pubblicato a gennaio 2016, ho cercato di trovare una relazione tra la realtà scientifica e la notizia che gira sui social e che dice più o meno questo

Forse non tutti sanno che il corpo umano è in grado di sopportare fino a 4,5 Vas (unità di misura) di dolore.
Ebbene è stato calcolato che al momento del parto, una mamma arriva a porvare fino a 5,7 Vas di dolore.

Proprio così, molto più del normale. Volete un’idea di cosa possa voler dire 5,7 Vas di dolore?

Beh, più o meno corrisponde a ciò che si prova se 20 ossa si fratturano contemporaneamente…

Insomma senza retorica, la conferma che la definizione ‘sesso debole’ riferita all’universo femminile è davvero fuori luogo.

Questa bufala l’ho trovata sulle bacheche di numerosissime persone, anche con titoli di studio superiori! Eppure la bufala colpisce tutti trasversalmente.

Facendo una piccola ricerca in rete, ho ottenuto dei risultati “preoccupanti”. Ovvero: gli articoli che riportano come vera questa bufala sono, numericamente, maggiori di quelli che cercano di sfatare questo mito.

E non è un buon segno: significa che ormai siamo più predisposti a riportare e condividere bufale piuttosto che notizie verificate.

E tutto ciò in un ambito dove la creduloneria diventa il combustibile di una lunga schiera di personaggi che campano portando avanti tesi fantasiose e cure ancor più fantasiose.

Bufale e abusivismo: ora tocca all’abusivismo

Il termine “chinesiologo” è spesso cercato nei motori di ricerca accanto a “chi è”, “cosa fa”, “titolo di studio”.

Quindi significa che ci sta un mondo in penombra dove, grazie all’ignoranza e all’analfabetismo funzionale, chiunque può essere chinesiologo.

Ad agosto, avevo già affrontato questo argomento. Eppure i risultati dei motori di ricerca sono sconcertanti: si continua a cercare il vero significato della professione del chinesiologo.

Ripetiamolo ancora una volta. E stavolta proviamo ad essere molto più sintetici.

Il chinesiologo è quel professionista in possesso del diploma ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica) o della laurea in Scienze Motorie (IUSM).

Punto.

Basta.

Il chinesiologo ha degli ambiti ben precisi. Ripetiamo anche questi ambiti:

Le attività del chinesiologo riguardano il movimento umano razionale attivo ad indirizzo educativo (ed.fisica nelle scuole), preventivo (ginnastica posturale, di mantenimento, terza età, fitness, ecc.), formativo (ginnastica per bambini, giovani, ecc.), ricreativo (ginnastica con musica, animazione, giochi, ecc.), sportivo (preparazione atletica, allenamenti, ecc.), adattato e compensativo.

(la frase virgolettata è tratta dal sito dell’unione nazionale chinesiologi

Bufale e abusivismo: come ci si difende?

È un’epoca in cui chiunque scrive qualunque cosa e, nella stessa maniera, quesat cosa viene condivisa senza alcun controllo o filtro.

Eppure per difendersi dall’abusivismo e dalle bufale i mezzi esistono.

Basterebbe cercare su siti o fonti autorevoli, come, ad esempio, siti ufficiali o canali autorevoli.

Per esempio, se leggiamo una notizia sugli effetti dimagranti degli impacchi di foglie di cactus, possiamo fare alcune ricerche.

Un sito molto utile per quello che riguarda la ricerca in ambito medico è questo

Pubmed è collegato alla Biblioteca Nazionale di Medicina degli Stati Uniti d’America e agli Istituti Nazionali di Salute. Raccoglie tutti gli articoli scientifici pubblicati in tutto il mondo. È in inglese ma è possibile trovare notizie su moltissime cose.

Scrocknroll si affida a PubMed: se una ricerca è stata pubblicata su una rivista scientifica accreditata, sicuramente si trova su PubMed. E la fonte comincia a diventare attendibile.

Ovviamente, se invece crediamo al complottismo e alle fregnacce tipo “Big Pharma” e “Ipotesi di complotto”…cercheremo notizie su siti che raccolgono le notizie più improbabili con i titoli più allettanti…con l’unico risultato di ingrassare i database dei creduloni.

Per quanto riguarda l’abusivismo, la situazione può essere più complicata.

Però molte professioni hanno degli albi nei quali è possibile fare un ricerca e scoprire se il medico o l’avvocato che vogliamo consultare è un prfoessionista iscritto all’albo o un cialtrone.

A questa pagina, per esempio, è possibile effettuare una ricerca inserendo nome e cognome del medico o del dentista.

Qui, invece, trovate la pagina per la ricerca dell’avvocato

Insomma…rimboccatevi le maniche e spulciate il web.

E se vi dicono che il dolore del parto corrisponde a 20 ossa rotte..mandategli il link di Scrocknroll!