La legge di Sutton e l’osteopatia

legge di sutton
By http://www.fbi.gov/about-us/history/famous-cases/willie-sutton

Legge di Sutton: quando si fa una diagnosi, considerare per primo l’ovvio.

Il nome di questa “legge” nasce da Willie Sutton, rapinatore americano. Quando gli domandarono come mai avesse rapinato le banche, lui rispose:”Perchè è dove si trovano i soldi!”.

Cercando notizie su questa storia, ho trovato anche un’altra bella frase:”Se senti rumore di zoccoli, immagina cavalli e non zebre”.

Gli amici eruditi potranno suggerirmi un più altisonante rasoio di Occam, ma preferisco il rapinatore americano al frate filosofo anglosassone…

Legge di Sutton e osteopatia: perchè?

L’osteopatia è nata negli stati Uniti d’America in un’epoca in cui non si andava troppo per il sottile.

Andrew Taylor Still, il medico che gettò le basi teorico-pratiche dell’osteopatia, era coevo di Buffalo Bill e del Generale Custer: tutti personaggi decisamente pratici!

E l’osteopatia?

L’osteopatia, che studia il corpo umano nella sua globalità e che si basa su sette principi basilari (che trovate qui), parte da presupposti ben precisi e che possiamo ricondurre alla legge di Sutton.

Legge di Sutton e osteopatia

Come abbiamo visto, la legge di Sutton ci invita a valutare in prima istanza la cosa più ovvia.

Vediamo come applicare ciò all’osteopatia.

Un paziente si reca dall’osteopata con un dolore alla caviglia destra.

L’osteopata, prima di ipotizzare una patologia e iniziare un trattamento, farà tre cose FONDAMENTALI:

– anamnesi

– osservazione

– test

ANAMNESI: la raccolta dalla voce diretta del paziente e/o dei suoi familiari, di tutte quelle informazioni, notizie e sensazioni che possono aiutare il professionista sanitario a indirizzarsi verso una diagnosi di una certa patologia

OSSERVAZIONE: attenta indagine visiva della morfologia del paziente

TEST: procedura diagnostica elementare per valutare un segmento corporeo

Torniamo al nostro paziente con la caviglia dolorante.

All’anamnesi ci racconta di alcune distorsioni accadute in passato. L’osservazione ci fa rilevare che la caviglia dolorante ha un aspetto differente da quella controlaterale. Il test ci mostra che la caviglia in oggetto è meno mobile.

A questo punto possiamo applicare la legge di Sutton e ipotizzare una serie di lesioni osteopatiche che possono aver reso quella caviglia differente e meno funzionale rispetto alla controlaterale.

Legge di Sutton e osteopatia: perchè applicarla?

Negli anni, la pratica osteopatica (così come quella medica) sono entrate in contatto con numerose altre discipline (riconosciute o meno dalla scienza ufficiale). E, spesso, la diagnosi di un dolore di caviglia si è tramutata in una analisi dei comportamenti o delle abitudini alimentari.

La legge di Sutton, invece, permette di partire in modo basico: se il paziente ci riporta una storia di alcune distorsioni ripetute negli anni, forse il dolore è legato più verosimilmente ad una lesione osteoarticolare piuttosto che ad un disagio psicologico che modifica la deambulazione.

Legge di Sutton e osteopatia: e se la caviglia non presenta alcun segno o sintomo evidente?

Sarà sempre la legge di Sutton a venirci in aiuto.

Vediamo come!
Se il paziente ha un dolore alla caviglia ma:

  • l’anamnesi non rileva nessun trauma a livello di quella articolazione
  • l’osservazione non evidenzia nessuna differenza tra le due caviglie
  • i test sono tutti negativi e la caviglia non evidenzia difficoltà

allora potremo escludere le cose più ovvie (lesioni legamentose, lesioni muscolari…) e cominciare ad ampliare la nostra ricerca, magari salendo verso il ginocchio o l’anca!

Legge di Sutton e osteopatia: conclusioni

La conclusione è chiara e rapida: se sentiamo rumore di zoccoli, pensiamo ai cavalli e non alle zebre.

Se un paziente ha un dolore ad una caviglia, ipotizziamo una distorsione e non uno stato di depressione!

Diventa osteopata con un video!

diventa osteopata con un video!

Non è un nuovo corso della ScuolaRadioElettra di Torino. (della ScuolaRadioElettra ne parlo a fine articolo)

Ma è un videocorso che viene venduto online..

diventa osteopata con un video: tutto parte da Facebook

Recentemente, Facebook mi ha consigliato un link ad un sito sul quale si reclamizzava la vendita di un “videocorso di manipolazioni”.

Per curiosità l’ho seguito e ho sfogliato la pagina. E sono rimasto molto perplesso.

diventa osteopata con un video: le mie perplessità

Il sito in questione si propone di vendere un videocorso “per fisioterapisti e medici”. Ma…

  • il videocorso viene venduto senza alcuna richiesta di titoli che abilitino all’esercizio della professione medica o fisioterapica (ho provato ad effettuare l’acquisto e il form da compilare non richiede tali informazioni)
  • nel sito e nel blog non si accenna minimamente al fatto che la terapia manuale o le manipolazioni sono appannaggio di determinate categorie sanitarie (nello specifico medici e fisioterapisti)
  • il creatore di qeusto videocorso vende anche un videocorso per risolvere il dolore scapolo-omerale. Senza fisioterapista ma solo con l’autotrattamento

 

A ciò aggiungiamo una considerazione che vale per moltissimi lavori e mestieri: se bastasse un videocorso per diventare manipolatori, ci si domanda perchè ci siano migliaia di persone che ogni anno scelgono di iscriversi alla facoltà di fisioterapia e dopo i tre anni vadano a fare un corso di osteopatia.

Ci si domanda perchè imparare da osteopati e fisioterapisti che hanno alle spalle 25/30 anni di esperienza quotidiana quando basta seguire un videocorso per risolvere tutti i problemi!

diventa osteopata con un video: c’è da fidarsi?

Le risposte sono sempre le stesse che viene data quando si propone una via breve/semplice/economica/rapida per risolvere un problema.

  1. se esiste un un videocorso da poche centinaia di euro con il quale imparare le manipolazioni vertebrali e periferiche, perchè iscriversi ad una scuola di osteopatia (che dura 5/6 anni e costa mediamente 2500/3000€ l’anno)?
  2. se esiste un videocorso per l’autotrattamento delle sindromi dolorose della spalla, perchè andare dal medico ortopedico e poi dal fisioterapista?

diventa osteopata con un video: l’ennesimo modo per screditare e rovinare una professione.

Nella cultura popolare, gli onorari dei medici vengono sempre giustificati con la lunghezza del ciclo di studi e dagli anni di esperienza.

Gli onorari dei fisioterapisti e degli osteopati, invece, vengono sempre rpesi come emrce sulla quale si può chiedere lo sconto…

Se cominciamo a reclamizzare un videocorso da poche centinaia di euro che insegna le manipolazioni e che promette la soluzione rapida di ogni dolore, quanto ci pagherà un paziente?

 

Riguardo la ScuolaRadioElettra

  • si tratta di una società che somministra corsi di specializzazione dal 1951!
  • sfogliando tra i suoi corsi, ormai è stata superata l’idea del corso per corrispondenza: i corsi hanno una parte di e-learning e una parte di tirocinio pratico
  • la ScuolaRadioElettra è inserita tra i soggetti certificati per l’erogazione di corsi di formazione professionale nella regione Lombardia e nella regione Umbria

 

 

Mal di schiena!

mal di schiena

Mal di schiena: praticamente una situazione che, credo, sia comune a buona parte degli abitanti del pianeta.

Mal di schiena: andiamo dritti al centro!

Oggi non vi voglio parlare delle cause o dei rimedi o dei sintomi.

Oggi voglio concentrarmi su una cosa che ho notato nel mio girovagare sul web in cerca di approfondimenti.

Mal di schiena: è una patologia da top ten?

Cercavo informazioni per un articolo sulla lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio e ho notato una cosa: ovunque si parli di lesione di legamento crociato si parla anche di riabilitazione e fisioterapia (sia nel trattamento conservativo che in quello chirurgico).

Finalmente i chirurghi stanno dando di nuovo spazio a noi fisioterapisti!

Mal di schiena: ma cosa c’entra il legamento crociato anteriore?!?

Dopo aver sfogliato numerosi siti internet riguardanti il legamento crociato anteriore (siti istituzionali di centri ed ospedali, ma anche siti di medici chirurghi ortopedici), mi è venuta la curiosità di controllare se la stessa attenzione alla riabilitazione e al recupero guidato dal fisioterapista fosse dedicata anche al mal di schiena…

Mal di schiena: il fisioterapista non serve

La sorpresa è stata amara e, purtroppo, preventivata.

Nellla totalità dei siti nei quali si parla di lombalgia e mal di schiena, le soluzioni sono:

  • farmaci
  • rimedi della nonna (cuscino caldo…)
  • riposo
  • una ben non specificata “attività fisica”

ed altre amenità

Per cui, in molti siti che si occupano di salute, il mal di schiena viene classificato tra quelle cose che “ti vengono però poi prendi un analgesico, stai a letto e poi tutto passa”

Mal di schiena: perchè rivolgersi ad un fisioterapista?

Perchè il mal di schiena viene SEMPRE per una causa ben precisa. E molte di queste cause posso essere intercettate e ridotte dal trattamento fisioterapico.

Mal di schiena: e i rimedi naturali?

Distinguiamo tra “rimedi naturali” e “bufale”.

Tra i rimedi naturali possiamo inserire tutti quegli interventi che alleviano il dolore o riducono la percezione del dolore lombare: il calore, il riposo, l’astensione da movimenti o posizioni stressanti.

Tra le bufale possiamo inserire: le varie fasce/bende/ortesi miracolose (periodicamente in televisione viene reclamizzaat una fascia da stringere al ginocchio che darebbe sollievo immediato dal mal di schiena: cercatela in giro e leggete le recensioni di chi l’ha comprata…); i vari trattamenti olistici/alternativi…

Mal di schiena: Che fare?

pochi consigli:

  • affidarsi a professionisti che studiano e lavorano con il mal di schiena quotidianamente
  • evitare tutto ciò che promette la guarigione immediata (se una schiena soffre da mesi, è abbastanza improbabile che il dolore cessi con una sola applicazione…)
  • dare ascolto ai consigli che i professionisti vi daranno per la salvaguardia della vostra schiena nella vita di tutti i giorni

 

Fisioterapia in pillole

fisioterapia in pillole

Fisioterapia in pillole:

non è un modo rapido di lenire il mal dischiena ma un  articoletto rapido rapido e veloce per conoscere al volo alcune cose e non cadere nelle trappole delle fake news e delle bufale online!

fisioterapia in pillole

veloce traduzione per i non anglofoni:

  • – Considera la fonte: allontanati dalla notizia per indagare sul sito, la sua mission e le informaizoni di contatto
  • – Leggi “attraverso”: i titoli possono essere una “esca” per guadagnare click. Com’è tutta la storia?
  • controlla l’autore: è credibile? esiste davvero?
  • ci sono fonti che supportano la notizia?: controlla i links che dicono di essere di supporto alla notizia
  • controlla la data: riproporre vecchie notizie non significa che queste siano legate agli eventi attuali
  • è uno scherzo?: se è troppo bizzarro, prendi in considerazione l’ipotesi che possa essere satira. Controlla autore e sito…
  • Controlla i tuoi pregiudizi: cerca di capire se i tuoi pregiudizi o i tuoi preconcetti possono in qualche modo influenzare il tuo giudizio
  • Chiedi agli esperti: chiedi ad un esperto o controlla su un sito che si occupa di smascherare fake news

Fisioterapia in pillole: una premessa

Ciò che scrivo su questo blog, viene verificato attraverso ricerche su Pubmed. Per una definizione rapida di Pubmed, vi allego la descrizione fatta su questo sito

Cos’è PubMed?

 

PubMed è una banca dati biomedica accessibile gratuitamente on line, sviluppata dal National Center for Biotechnology Information (NCBI) presso la National Library of Medicine (NLM).

Cosa contiene?

PubMed contiene circa 16 milioni di citazioni di articoli scientifici, di ambito biomedico o di scienze affini, dagli anni ’50 del Novecento ad oggi. Le citazioni provengono da MEDLINE (la prima banca dati della NLM) e da altre banche dati dedicate alle scienze della vita; gli abstract, disponibili dal 1975, sono presenti per il 76% degli articoli.
Grazie al software Entrez, PubMed permette l’accesso ad articoli a testo pieno disponibili gratuitamente on line. Le riviste indicizzate sono circa 1/6 dell’intera produzione mondiale in ambito biomedico, anche se provengono principalmente dall’area statunitense (40%) e sono per lo più pubblicate in lingua inglese (88%).

Tutto chiaro? Si? Allora partiamo!

Fisioterapia in pillole: pronti…partenza…via!

1 – l’artrosi non si cura. Si previene. link

2 – l’umidità, il freddo ed altri eventi atmosferici non influenzano in modo preponderante l’artrosi link

3 – l’artrite è una patologia su base infiammatoria e autoimmune: non esiste una cura definitiva link

4 – nel caso di artrosi ed artrite, la fisioterapia non cura: aiuta a gestire il dolore a la limitazione funzionale, o aiuta a prevenire. link

5 – la milza è un organo importante: metabolizza (smonta e rimonta) i globuli rossi ed è un organo legato all’immunità link

6 – lo zainetto non fa venire la scoliosi. Il peso di uno zainetto o il portarlo in modo sbagliato aumenta o peggiora la sintomatologia di una patologia vertebrale link

7 – il nuoto non fa guarire la scoliosi link

8 – lo sport, fatto a livelli eccessivi, non fa bene link

9 – gli organi interni (stomaco, fegato, intestino…) possono essere responsabili per alcune sintomatologie dolorose della colonna vertebrale link

10 – l’albo dei fisioterapisti (inteso come albo nel quale si registrano OBBLIGATORIAMENTE tutti i professionisti che svolgono questa professione, come ad esempio l’albo dei medici o dei geometri) ancora non esiste

Fisioterapia in pillole: diffondete!

L’educazione e la conoscenza sono le due cose che ci salvano da fake news e da bufale. Prima di vomprare la fascia magica per la sciatica o il magico collare per la cervicalgia, facciamoci due piccole domande:

1 – se funziona veramente così tanto, come mai nonn lo vendono ovunque e non lo usano tutti, a partire da medici e fisioterapisti?

2 – se davvero la fascia o il collare ci GUARISCONO dalla sciatica o dalla cervicalgia, perchè costano così poco?

È un po’ lo stesso esempio di chi vi vende i sistemi per vincere al lotto o alle lotterie…

Albo dei fisioterapisti: tutto risolto?

albo fisioterapisti

Pochi giorni prima di Natale, è giunto il via libera del Senato al DDL Lorenzin che contiene, tra le altre cose, il riordino della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie con l’aggiunta degli ordini delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

Albo dei fisioterapisti: che succede ora?

Non sono un esperto in questioni legislative ma credo che in breve tempo (mi auguro) verrà creato un ordine professionale per i fisioterapisti (la legge ne prevede uno anche per gli osteopati e i chiropratici ma di qeusta materia ne parleremo più avanti).

Così come per i medici, si potrà controllare se il professionista al quale ci si rivolge ha tutte le carte in regola per esercitare quella professione.

albo fisioterapisti

Albo dei fisioterapisti: l’abusivismo è dietro l’angolo

Nel 2015, l’AIFI pubblicò dei dati secondo i quali in Italia operavano 100.000 “fisioterapisti” abusivi. Ovvero: sprovvisti dei titoli necessari per legge.

La difficoltà, purtroppo, sta nel fatto che non esiste un albo al quale rivolgersi per sapere se chi abbiamo scelto per la cura del nostro mal di schiena è o meno abilitato.

Precisazioni d’obbligo (che forse mi renderà nemici molti colleghi):

  •  l’AIFI è una libera associazione privata
  •  i fisioterapisti che si trovano nell’albo dell’AIFI sono professionisti con le carte in regola
  • nell’albo dell’AIFI, quindi, si trovano SOLO i fisioterapisti iscritti all’Associazione

Potrebbero esserci quindi professionisti abilitati ma che non figurano nell’albo dell’AIFI

Albo dei fisioterapisti: una storia tutta italiana

Nel 2003, fece scalpore la vicenda di Roberto Ingravalle.

Roberto Ingravalle aveva esercitato per 20 anni la professione di medico chirurgo ortopedico in ospedale ed in clinica, con risultati molto buoni: aveva raggiunto addirittura la qualifica di aiuto primario presso l’ospedale san Giacomo di Roma.

Peccato che non avesse alcun titolo: nè la laurea nè la specializzazione. (qui trovate il link alla notizia)

L’inganno fu scoperto per le ricerche effettuate da un paziente al quale Ingravalle fece un intervento chirurgico che non andò a buon fine (il link all’atto ispettivo del Senato della Repubblica)

Ora la riflessione è: cosa è meglio? Un ortopedico con i titoli ma di qualità mediocre o un ortopedico in gamba ma che ha solo il diploma di liceo?

La questione è molto spinosa, però se ne esce facilmente con un ragionamento.

Ottenere un titolo significa aver seguito un corso di studi. E significa anche aver ricevuto una valutazione sulla propria preparazione.

Quindi essere iscritti in un albo pubblico e nazionale non certifica che si è bravi ma certifica che si è seguito e completato un ciclo di studi.

Da questo provengono anche grandi responsabilità (come non citare Ben Parker, lo zio di Spiderman!!!)

 

 

Albo dei fisioterapisti: cosa si fa fino alla creazione dell’albo?

In attesa dei tempi tecnici necessari all’istituzione dell’albo, ci si può affidare a delle linee guida stilate dall’AIFI:

  • Occhio al comportamento

Nessun fisioterapista metterà mai le mani sul paziente senza fare prima una attenta valutazione delle condizioni della persona e senza chiedergli di visionare la documentazione clinica di cui è in possesso, per capire se le cause del problema che affligge la persona siano di sua competenza, per escludere che vi siano controindicazioni al trattamento o se sia necessario l’intervento del medico. Sarà inoltre sempre ben lieto di mettersi in contatto con il medico curante della persona, per stabilire come intervenire insieme sul problema.

  • Massima cautela durante la fase di dolore acuto

Attenzione a proposte miracolistiche: il vero professionista sigla un “contratto” terapeutico con il Paziente, informandolo a fondo delle possibilità di intervento fisioterapico per il problema diagnosticato.

  • Richiedere sempre la fattura

La prestazione sanitaria effettuata da un vero fisioterapista deve sempre prevedere l’emissione di una fattura esente dal pagamento dell’Iva.

  • Ma soprattutto, il titolo abilitante conta.

Verificare il titolo di studio che abilita alla professione, cioè la laurea in Fisioterapia rilasciata in Italia (o estera ma riconosciuta con decreto ministeriale) oppure un titolo equipollente o equivalente. Bando all’imbarazzo, i veri professionisti saranno ben contenti della domanda.