Fisioterapia, osteopatia e prevenzione

Fisioterapia osteopatia e prevenzione

Fisioterapia, osteopatia e prevenzione

La prevenzione è una cosa bellissima. La facciamo tutti, la facciamo spessissimo, la facciamo in modo adeguato.

Peccato che le priorità con le quali facciamo prevenzione sono un po’ sballate.

 

Fisioterapia, osteopatia e prevenzione

Cosa significa “fare prevenzione in osteopatia e fisioterapia”?

Il significato è facile ed è assimilabile agli altri mille modi di fare prevenzione che conosciamo: evitare o ridurre rischi e danni.

Fisioterapia, osteopatia e prevenzione

Esempi quotidiani di come la nostra società fa prevenzione:

  • l’antivirus che facciamo “girare” nel nostro personal computer per evitare virus e le accortezze con le quali apriamo o non apriamo mail sospette
  • il controllo dei livelli di acqua, olio e pressione delle gomme della nostra auto
  • l’appuntamento settimanale dal parrucchiere per rpevenire doppie punte e ricrescita
  • la pulizia del forno e del frigorifero
  • le app per monitorare la batteria del nostro smartphone
  • l’anticalcare che aggiungiamo ad ogni lavaggio in lavatrice
  • il prodotto per mantenere efficiente la nostra lavastoviglie

E perchè facciamo tutte queste cose? Per un motivo fondamentale: risparmiare soldi e tempo

L’anticalcare che aggiungiamo ad ogni lavaggio evita che la lavatrice si rompa. Quindi ci fa risparmiare tempo e, soprattutto, denaro.

La stessa cosa vale per i livelli di acqua e olio nel motore dell’auto.

Fisioterapia, osteopatia e prevenzione

Ma come mai non facciamo la stessa cosa con la nostra schiena e con le nostre articolazioni?

Per prima cosa non siamo culturalmente abituati a prenderci cura del nostro corpo da punto di vista “sanitario”. Andiamo una volta a settimana da parrucchiere, dalla manicure, dall’estetista. Ma dall’osteopata sono quando siamo spezzati dal dolore.

Poi abbiamo la grandissima fortuna che il nostro organismo è superadattabile. Per cui, quando ci viene un leggero mal di schiena, si innescano meccanismi di difesa che ci permettono di compensare e ridurre al minimo i fastidi.

Infine (ma questo è una pecca della società contemporanea) abbiamo una visione falsata delle priorità di spesa. Lo smartphone viene prima della schiena.

Fisioterapia, osteopatia e prevenzione: la nostra schiena è come la lavatrice.

Si. La nostra schiena è come la lavatrice.

L’anticalcare costa relativamente poco (ieri ho comprato una confezione da 650ml a 5€) e l’unica attenzione che ci richiede è l’aggiunta di un misurino ad ogni lavaggio. (qui trovate consigli pratici per anticalcare fatti in casa)

La prevenzione in fisioterapia ed osteopatia funziona allo stesso modo: una seduta ogni 20/25 giorni può aiutare a mantenere l’elasticità e la buona funzionalità del nostro ssitema locomotore.

Se però non usiamo l’anticalcare per la alvatrice e non ci affidiamo a regole di buonsenso, la lavatrice ci abbandona.

E una lavatrice costa molto. Così come costano molto radiografie, visite mediche, antidolorifici, sedute di osteopatia.

Fisioterapia, osteopatia e prevenzione

Rimaniamo sull’esempio della lavatrice.

La lavabiancheria meno cara su di un famoso sito di e-commerce costa circa 200€.

Una confezione di anticalcare da 1,5lt, invece, costa, sempre sullo stesso sito, 8€.

Quindi con 200€ compriamo 25 confezioni di anticalcare, per un totale di 37,5lt di prodotto.

Possiamo quindi ipotizzare che con il costo di una lavatrice si compra così tanto anticalcare da poter fare bucati per almeno un paio d’anni.

Fisioterapia, osteopatia e prevenzione

Così come per la lavabiancheria, anche la prevenzione in fisiterapia e osteopatia ha un costo ridotto.

Ad esempio, se una persona sana ma con qualche doloretto di schiena si affida ad un osteopata o ad un fisioterapista, potrà tranquilla mente fare un trattamento ogni 3/4 settimane.

In quel modo:

  • manterrà la sua colonna flessibile
  • ridurrà i rischi di episodi acuti
  • ammortizzerà la spesa diluendola nel tempo
  • potrà, ad ogni seduta, chiedere di intervenire su un dolore nuovo

Fisioterapia, osteopatia e prevenzione: conclusioni

Proviamoci da oggi: diamo alla nostra schiena la stessa cura e la stessa prevenzione che diamo ai nostri capelli e ai nostri smartphone. Ne guadagneremo sicuramente!

Differenze tra fitoterapia, omeopatia ed erboristeria

Differenze tra fitoterapia omeopatia ed erboristeria

Differenze tra fitoterapia, omeopatia ed erboristeria

Stavolta Scrocknroll sarà poco fantasioso.

Nell’articolo di oggi, infatti, farò riferimento ad una ottima spiegazione delle differenze tra fitoterapia, omeopatia ed erboristeria che ho trovato sul sito de L’Angelica.

Differenze tra fitoterapia, omeopatia ed erboristeria

Innanzitutto partiamo dalla definizione della fitoterapia che troviamo sul sito del ministero della salute.

I medicinali fitoterapici sono tutti quei medicinali il cui principio attivo è una sostanza vegetale. Questi medicinali sono stati ufficialmente approvati dall’AIFA, che ne ha verificato la loro qualità, efficacia e sicurezza, e sono venduti esclusivamente nelle farmacie, alcuni dietro presentazione di ricetta medica ed altri come medicinali senza obbligo di prescrizione o medicinali da banco.

Quindi parliamo di prodotti :

  • il cui principio attivo è una sostanza vegetale
  • approvati dall’Agenzia del Farmaco
  • la cui qualità, efficacia e sicurezza è stata verificata
  • che sono venduti ESCLUSIVAMENTE IN FARMACIA

Lo so, mi sto ripetendo. Ma è necessario capire a fondo le cose. E, secondo me, un buon modo per capire si basa sul ripetere le cose…

Un prodotto venduto in farmacia ha un grosso vantaggio: è venduto da personale che ha una laurea in un ambito ben specifico.

A questo link trovate il paino di studi di una facoltà di farmacia…così potrete capire che si tratta di laureati che hanno approfondito in modo estremamente adeguato la chimica e tutto ciò che riguarda i farmaci ed il corpo umano.

Alcuni esempi di esami che vengono richiesti durante la frequenza del corso di farmacia:

  • chimica farmaceutica
  • chimica degli alimenti
  • microbiologia
  • farmacologia clinica ed immunofarmacologia

Per questo motivo, un fitoterapico venduto da un farmacista ha un valore estremamente alto.

Differenze tra fitoterapia, omeopatia ed erboristeria

Parliamo ora dei prodotti di erboristeria, sempre facendo riferimento al sito del ministero della salute.

Al link sopracitato, troviamo questa definizione:

I prodotti di erboristeria non hanno l’autorizzazione all’immissione in commercio e non possono essere definiti medicinali anche se talora hanno una qualche attività farmacologica.
L’uso dei prodotti di erboristeria, soprattutto di quelli farmacologicamente attivi, deve essere, comunque, prudente

E per quali motivi si mette in guardia la popolazione sui prodotti di erboristeria?

  • la quantità di prodotto assunto deve essere diversa, secondo le caratteristiche della persona (peso, età, condizioni di salute, ecc.);
  • i loro principi attivi possono avere degli effetti collaterali o delle controindicazioni;
  • possono causare delle reazioni allergiche, non prevedibili;
  • possono provocare delle interazioni farmacologiche dannose con altri medicinali o con gli alimenti;
  • il loro uso può essere pericoloso durante la gravidanza o l’allattamento, periodi in cui il corpo della donna è in un momento delicato.

La differenza sostanziale tra un fitoterapico ed un prodotto di erboristeria sta nella esatta misurazione del principio attivo e nella sua gestione.

Differenze tra fitoterapia, omeopatia ed erboristeria

E l’omeopatia?!?

Differenze tra fitoterapia omeopatia ed erboristeria

Globuli Medicine Naturopaths Homeopathy Naturopathy

Qui trovate la definizione presa dal sito del ministero della salute.

Io vorrei che ci si concentrasse su una frase in particolar modo…

“I medicinali omeopatici ad alta diluizione sono riconoscibili perché riportano sulla confezione esterna la seguente dicitura: “medicinale omeopatico” seguita dalla frase “senza indicazioni terapeutiche approvate”.
Ciò significa che nessuna valutazione dell’efficacia del prodotto è stata effettuata dall’autorità competente (AIFA).”

“Nessuna valutazione dell’efficacia del prodotto”.

Quindi, quando prendete un prodtto omeopatico vi affidate ad un preparato la cui efficacia non è stata valutata.

 

Conclusione:

Impariamo che se ci sono dei professionisti e delle professioni, forse è perchè esistono differenze tra un fitoterapico, dello zucchero e la tisana della nonna!

Com’è il tuo mal di testa?

mal di testa

Mal di testa. Cefalea. Emicrania.

Insomma: molte definizioni per situazioni differenti, sia nella causa che nella sintomatologia.

Ma oggi non ci soffermeremo sulle varie distinzioni.

Oggi cercheremo di capire cosa è meglio fare quando si ha il mal di testa.

Com’è il tuo mal di testa?

Innanzitutto, chiamiamolo “CEFALEA”. Questa infatti è la definizione più corretta.

L’enciclopedia Treccani la definisce così:

Sensazione molesta o dolorosa, circoscritta o diffusa, continua, intermittente o sporadica che interessa il capo

Il mal di testa (continuiamo a chiamarlo così) ha varie cause, sia primarie che secondarie. Ossia, può essere un sintomo che si riferisce ad altre patologie o una patologia primaria.

Com’è il tuo mal di testa?

Ma il problema che vorrei affrontare oggi è più legato all’aspetto della cultura di massa e dei mezzi di comunicazione.

La pubblicità degli analgesici fa sempre riferimento al mal di testa come causa primaria.

Poi ci associa le altre cause, ma tutte vengono accomunate dallo stesso trattamento.

Com’è il tuo mal di testa?

Esempio Scrocknroll: una crepa nel muro.

mal di testa

Possibili cause:

  • intonaco di scarsa qualità
  • scossa lieve di terremoto
  • buco nel muro fatto dall’altra parte del muro
  • vetustà della tinta

Rimedio: passiamoci sopra una bella mano di tinta!

Che succede? Che nel giro di pochi giorni o settimane il problema potrebbe riproporsi.

Sarebbe stato meglio capire la causa e agire in modo più mirato.

Com’è il tuo mal di testa?

Vediamo ora quali possono essere le cause di un mal di testa (escludiamo, lo ripeto, i mal di testa primari):

  • cattiva digestione
  • tensione dei muscoli del collo e della nuca
  • ciclo mestruale
  • pressione arteriosa
  • disturbi della vista
  • malocclusione (disturbi della masticazione)

Insomma…moltissime cause.

Ma per la pubblicità e per il sentire comune basta un antidolorifico.

Certo, nell’immediato l’antidolorifico va bene. Ma forse poi sarebbe il caso di approfondire la causa del mal di testa!

Ad esempio:

 

  • cattiva digestione ->  gastroenterologo
  • tensione dei muscoli del collo e della nuca-> osteopata o fisioterapista ed, eventualmente, approfondimento dall’orotpedico
  • ciclo mestruale-> ginecologo o endocrinologo
  • pressione arteriosa-> cardiologo
  • disturbi della vista-> oculista o ortottista
  • malocclusione (disturbi della masticazione)-> dentista o logopedista

Com’è il tuo mal di testa?

Per concludere, possiamo affermare che l’antidolorifico è molto utile nel tamponare momentaneamente un mal di testa. Ma non può essere la soluzione definitiva e continua.

GLI SPECIALISTI CI SONO: RIVOLGIAMOCI A LORO.

 

Concludiamo con una battuta ed una immagine artistica…

La cefalea post-sbornia.

mal di testa

EDVARD MUNCH – “DAGEN DERPÅ”

1894

I plantari: servono o no?

plantari

I plantari: servono o no?

I piedi sono fondamentali per la nostra vita quotidiana.

E dalla loro salute dipende la nostra.

Il piede è fondamentale nel ritorno venoso, nel mantenimento di assi biomeccanici importanti per le ginocchia e per le anche, per la deambulazione.

plantari

Ma negli ultimi 100 anni, il piede è stato costretto all’interno di calzature.

E questo ha provocato numerosi problemi. Che si sono sommati ai problemi congeniti o ereditari.

I plantari: servono o no?

Diamo per scontato di trovarci in una situazione di malessere o di dolore a carico dei piedi (escludiamo, momentaneamente, tutta la prevenzione e l’igiene posturale che dovrebbe frci rifuggere da scarpe belle ma pessime).

Una delle prime cose alle quali si pensa è il plantare.

Prendiamo a prestito la definizione che il vocabolario Treccani dà del plantare:

Apparecchio ortopedico, usato in caso di piede piatto o di altre malformazioni del piede, costituito da un cuscinetto di sughero, cuoio, metallo, sostanza plastica, che riproduce la forma della volta longitudinale e trasversale del piede, e viene inserito nella calzatura, sotto la pianta del piede

La definizione è perfetta ma manca la cosa della quale discuteremo oggi.

 

I plantari: servono o no?

Si. I plantari servono. Correggono e danno sostegno; alleviano e riducono dolori; migliorano la durata e l’efficienza della deambulazione.

Ma la prerogativa primaria è che I PLANTARI DEVONO ESSERE FATTI SU MISURA.

 

I plantari: servono o no?

Facciamo un esempio. Mettiamo a confronto un armadio comprato al mobilificio (svedese o italiano…fate voi) con un mobile fatto su misura da un falegname.

plantari

Immaginiamo che lo spazio in cui va l’armadio sia lungo 3 metri e 15 centimetri.

Il mobilificio con gli armadi in pronta consegna ci propone un armadio da 3 metri o uno da 3 metri e 30 centimetri.

Optiamo per il risparmio e prendiamo l’armadio da 3 metri. Ora però ci ritroviamo con 15 centimetri di spazio tra l’armadio e il muro che non sappiamo come sfruttare.

Ci si accumula la polvere; è difficile passarci la scopa o l’aspirapolvere; sono troppo pochi per riporci la tavola da stiro.

L’armadio fatto su misura, invece, riuscirà a riempire perfettamente lo spazio a nostra disposizione.

Certo, sarà più costoso e dovremo attendere di più ma alla fine ne sarà valsa la pena.

I plantari: servono o no?

Per quanto riguarda i plantari…trovo in rete numerose pubblicità di plantari che promettono miglioramenti e che hanno la dicitura “sono disponibili in diverse misure, per tutti i tuoi familiari“, Come se l’unico parametro di un plantare fosse la misura.

Sarebbe un po’ come dire “abbiamo armadi di tutte le altezze” senza dirci se dentro hanno gli stessi ripiani, se hanno cassettiere, se hanno le ante scorrevoli o a battente.

 

CONCLUSIONE

I piedi sono fondamentali per la nostra vita.

Forse è meglio spendere soldi e tempo per un plantare adeguato!

Gli attrezzi correggi-postura: funzionano o no?

attrezzi correggi-postura

Oggi comincia l’anno scolastico di Scrocknroll: punteremo, come sempre, sulla spiegazione di determinate cose che riguardano la riabilitazione e l’osteopatia e continueremo a smontare bufale!

Gli attrezzi correggi-postura funzionano o no?

Innanzitutto: perchè parliamo degli attrezzi correggi-postura?

Ne parliamo per due motivi:

1 – i mezzi di informazione sono invasi, in queste ultime settimane, da spot che li reclamizzano

2 – molti pazienti mi chiedono se funzionano e se sia il caso di comprarli

Gli attrezzi correggi-postura funzionano o no?

Ma a cosa servono e, soprattutto, cosa promettono?

In breve: parliamo di tutti quegli ausili che, in teoria, correggono/migliorano la postura. Allo stesso tempo, promettono miracolosi risultati su tutte le conseguenze legate ai difetti posturali.

In questo elenco annoveriamo tutte le varie fasce dorsali e lombari il cui scopo è la riduzione dell’ipercifosi o dell’iperlordosi.

Gli attrezzi correggi-postura funzionano o no?

Ma la cifosi e la lordosi sono patologie?

NO. La nostra colonna vertebrale ha quattro curve fondamentali che devono esistere proprio per permettere la funzione di ammortizzazione.

Due lordosi (cervicale e lombare) e due cifosi (dorsale e sacrale).

Il loro mantenimento è dato anche dal lavoro dei muscoli intrinseci ed estrinseci.

Gli attrezzi correggi-postura funzionano o no?

Se le curve fisiologiche sono mantenute dal lavoro attivo dei muscoli, a cosa serve una “spalliera” che tiene passivamente in linea la schiena?

Vediamolo con un esempio.

 

Immaginiamo una piantina di un albero. E immaginiamo che, per motivi vari, questo alberello inizi a crescere in modo storto. (escludiamo dall’esempio la pianta di ulivo: abbiamo già visto che le sue storture si compensano…e funzionano egregiamente!)

Immaginiamo allora un albero a fusto diritto: diciamo un olmo. (mi perdoneranno i botanici…)

Se cresce storto credo si possano applicare due soluzioni:

  • modificare la zolla che lo contiene o comunque fare in modo di modificare attivamente la sua crescita
  • mettergli sotto una zeppa che lo tenga nella sua crescita sbilenca

Nel secondo caso, l’albero continuerà a crescere in modo diagonale, supportato dalla zeppa che lo sostiene.

attrezzi correggi-postura

Più l’albero cresce, più sarà storto. E la zeppa lo sosterrà senza dargli alcuna indicazione a raddrizzarsi.

Se, dopo 25 anni, togliamo la zeppa (o semplicemente l’albero raggiunge un peso non più sostenibile), l’albero cadrà giù irrimediabilmente.

Gli attrezzi correggi-postura funzionano o no?

La nostra schiena è come un albero: se gli mettiamo un supporto passivo, non stimoliamo i muscoli e, se usato in modo eccessivo, quando toglieremo il supporto la situazione non sarà migliorata.

Certo, un tutore può essere d’aiuto in determinate situazioni. Ma solo se lo si usa temporaneamente e per poche ore al giorno.

CONCLUSIONE:

Un ausilio può essere utile in situazioni acute

ma non può sostituirsi

al trattamento riabilitativo o alle cure del fisioterapista.